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Ambiente

Teramo, rifiuti abbandonati lungo il fiume: segnalata una giovane donna - Le sanzioni previste

È importante ricordare che l’abbandono dei rifiuti non è più considerato un semplice illecito amministrativo: si tratta di un reato penale

Rifiuti sul lungofiume
Rifiuti sul lungofiume
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Le segnalazioni arrivate nelle ultime settimane descrivono una situazione che non può essere ignorata: lungo il fiume di Teramo qualcuno continua ad abbandonare rifiuti in modo sistematico. Secondo quanto riferito da più testimoni, una giovane donna sarebbe stata vista almeno due volte mentre gettava immondizia nell’area fluviale, in particolare nella zona di accesso di via Nicola Dati, nei pressi del parcheggio del Vezzola, frequentato quotidianamente da molti cittadini.

Le comunicazioni, giunte anche in forma anonima, hanno permesso di individuare con precisione il luogo e le modalità dell’abbandono. Il caso è ora seguito dal Vigile Ecologico Vincenzo Calvarese, che ha avviato gli accertamenti necessari. È convinzione diffusa che, una volta identificata la responsabile, verranno applicate le sanzioni previste e avviato il relativo procedimento di legge.

È importante ricordare che l’abbandono dei rifiuti non è più considerato un semplice illecito amministrativo: si tratta di un reato penale, con pene molto severe in vigore nel periodo 2023–2025. Le multe per l’abbandono di rifiuti non pericolosi vanno da € 1.500 a € 18.000, mentre per quelli pericolosi le sanzioni possono raddoppiare. Nei casi di rifiuti gettati da veicoli è prevista anche la sospensione della patente fino a sei mesi e la confisca del mezzo.

Dettagli sulle sanzioni per abbandono rifiuti (aggiornamento 2025)

Rifiuti da auto: gettare mozziconi, fazzoletti o sacchetti dal finestrino comporta sanzioni fino a € 118, che possono arrivare fino a € 18.000 se l’atto è qualificato come abbandono di rifiuti in area pubblica.

Abbandono generico: l’abbandono di sacchetti, mobili o elettrodomestici è punito con ammenda da € 1.500 a € 18.000, raddoppiabile in presenza di rifiuti pericolosi.

Aree protette: nelle zone di particolare valore ambientale le pene sono ulteriormente aggravate, con possibilità di arresto.

Identificazione: la videosorveglianza consente di individuare e sanzionare i responsabili anche senza flagranza di reato.

Responsabilità: il proprietario del veicolo risponde dell’infrazione, salvo prova della propria estraneità ai fatti.

Tutela dell’ambiente e rispetto delle regole non sono opzioni, ma obblighi precisi: comportamenti di questo tipo danneggiano il territorio e ricadono sull’intera collettività, con conseguenze legali ormai tutt’altro che lievi.