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di Tito Di Persio

TERAMO. Teramo si prepara ad accendersi con il cinema internazionale: sabato 10 ottobre, nella tensostruttura allestita in Piazza Martiri della Libertà, si terrà la cerimonia della 31esima edizione del «Premio Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo».
L'evento internazionale celebrerà l'eccellenza della settima arte accogliendo due maestri della macchina da presa: Marco Graziaplena, insignito dell'Esposimetro d’Oro per il miglior film italiano grazie al suo lavoro in Duse, e Dariusz Wolski, premiato con l'Esposimetro d’Oro per la categoria internazionale fotografica di Norimberga.
La Giuria del l premio — presieduta da Stefano Masi e composta da Giorgio Treves, Adriana Chiesa, Gerry Guida, Giuseppe Venditti, Franco Mariotti e Laura Delli Colli — ha voluto premiare la cifra stilistica e la straordinaria capacità visiva dei due direttori della fotografia.
Per Marco Graziaplena, la giuria ha sottolineato il merito «di aver saputo cogliere tutte le suggestioni della luce naturale, in linea con le inclinazioni del regista Pietro Marcello».
Dal canto suo, Dariusz Wolski è stato premiato «per la potenza di una visione di tipo classico che si sposa con la semplicità degli interventi, talvolta attraverso un unico punto luce».
Cresciuto artisticamente sotto la guida di Giuseppe Rotunno e forte di una solida carriera internazionale che lo ha visto collaborare con registi del calibro di Spike Lee e J.J. Abrams, il franco-italiano Marco Graziaplena ha affrontato il biopic Duse con uno spirito documentaristico. Nelle sue parole, l'intento era attualizzare l'epoca per parlare dell'oggi, riscoprendo persino l'efficacia della luce frontale e diretta della pellicola per accarezzare i volti con una morbidezza unica.
Dall'altra parte dell'oceano, il direttore della fotografia polacco Dariusz Wolski — celebre per i suoi sodalizi artistici con Ridley Scott e la saga di Pirati dei Caraibi — ha puntato su un rigore formale e storico per Norimberga, diretto da James Vanderbilt. Ispirandosi alle immagini d'archivio e alle lezioni di maestri come Vittorio Storaro, Wolski ha ricreato l'atmosfera oppressiva delle celle carcerarie utilizzando una singola lampadina nuda per scolpire le ombre sui volti dei protagonisti Rami Malek e Russell Crowe.