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L'intervento

Teramo, Ponte San Ferdinando: la Soprintendenza dispone un sopralluogo dopo la rimozione delle scritte vandaliche

Dubbi sui materiali e sulle finiture utilizzate per la pulizia. Il Ministero della Cultura rinvia di 60 giorni l'accesso agli atti richiesto da un cittadino per consentire le verifiche

La struttura
La struttura
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La pulizia del Ponte San Ferdinando di Teramo finisce sotto la lente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo. Al centro della vicenda ci sono gli interventi effettuati per cancellare le scritte vandaliche e i dubbi su una possibile alterazione cromatica e materica delle superfici.

La segnalazione

Tutto nasce dalla segnalazione di un cittadino che lo scorso 8 settembre ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti, accompagnata da documentazione fotografica, chiedendo di verificare autorizzazioni, progetto, materiali impiegati, prodotti utilizzati e modalità di esecuzione dei lavori. Un provvedimento che non rappresenta, allo stato attuale, un accertamento di irregolarità, ma conferma la necessità di approfondire quanto segnalato.

La comunicazione è stata indirizzata anche al Comune di Teramo, al sindaco e al settore competente per i lavori pubblici e il patrimonio. Resta ora da comprendere se gli interventi siano stati eseguiti con materiali e procedure compatibili con le caratteristiche del ponte e se siano state rispettate tutte le eventuali prescrizioni previste per la tutela del manufatto.

La domanda

La domanda è semplice: per cancellare le scritte vandaliche si rischia di aver modificato l'aspetto del Ponte San Ferdinando? Saranno il sopralluogo della Soprintendenza e l'esame degli atti a fornire una risposta. Nel frattempo, la vicenda riporta al centro dell'attenzione un principio fondamentale: la lotta contro il vandalismo deve procedere insieme alla tutela e alla conservazione del patrimonio storico della città.