L'incendio
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di Tito Di Persio

TERAMO. La pulizia del Ponte San Ferdinando di Teramo finisce sotto la lente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo. Al centro della vicenda ci sono gli interventi effettuati per cancellare le scritte vandaliche e i dubbi su una possibile alterazione cromatica e materica delle superfici.
La segnalazione
Tutto nasce dalla segnalazione di un cittadino che lo scorso 8 settembre ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti, accompagnata da documentazione fotografica, chiedendo di verificare autorizzazioni, progetto, materiali impiegati, prodotti utilizzati e modalità di esecuzione dei lavori. Un provvedimento che non rappresenta, allo stato attuale, un accertamento di irregolarità, ma conferma la necessità di approfondire quanto segnalato.
La comunicazione è stata indirizzata anche al Comune di Teramo, al sindaco e al settore competente per i lavori pubblici e il patrimonio. Resta ora da comprendere se gli interventi siano stati eseguiti con materiali e procedure compatibili con le caratteristiche del ponte e se siano state rispettate tutte le eventuali prescrizioni previste per la tutela del manufatto.
La domanda
La domanda è semplice: per cancellare le scritte vandaliche si rischia di aver modificato l'aspetto del Ponte San Ferdinando? Saranno il sopralluogo della Soprintendenza e l'esame degli atti a fornire una risposta. Nel frattempo, la vicenda riporta al centro dell'attenzione un principio fondamentale: la lotta contro il vandalismo deve procedere insieme alla tutela e alla conservazione del patrimonio storico della città.