L'incidente
Teramo, al pronto soccorso del Mazzini due giovani investiti sulle strisce in viale Crucioli
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

TERAMO. Dieci metri. Tanto sarebbe bastato per trasformare una tranquilla passeggiata con la nipotina e la cagnetta Pallina in una tragedia. Paolo, 83 anni, ex ferroviere, non riesce ancora a dimenticare il rumore dell'albero caduto improvvisamente nel boschetto di viale Cavour, a Teramo.
«Uno spavento unico. Ho avuto paura di perdere mia nipote», racconta al telefono con la voce ancora segnata dall'emozione. Paolo è un nostro amico, un cittadino attento che spesso ci aiuta a documentare le criticità di viale Mazzini. Questa volta, però, la cronaca ha rischiato di coinvolgerlo personalmente.
La domanda riguarda soprattutto la prevenzione. Quali controlli vengono effettuati sugli alberi? Qual è lo stato della manutenzione del verde pubblico? Cosa potrebbe accadere con precipitazioni più intense e condizioni meteorologiche particolarmente avverse?
Il problema non riguarda soltanto gli alberi, ma anche la pulizia dei canali di scolo, delle caditoie e la regimazione delle acque piovane. Interventi ordinari che possono contribuire a ridurre i rischi per la popolazione.
«Mi auguro che il sindaco Gianguido D'Alberto comprenda l'importanza di investire nella manutenzione della città», conclude Paolo.
A 83 anni, dopo una vita di lavoro, un nonno dovrebbe poter accompagnare serenamente la propria nipotina a passeggio, senza temere che un albero possa crollare improvvisamente. La manutenzione non dovrebbe diventare una priorità soltanto dopo un incidente. La prevenzione serve proprio a evitare che uno spavento, la prossima volta, possa trasformarsi in una tragedia.