Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Una lettera indirizzata all'amministrazione comunale propone una revisione dell'organizzazione dei servizi educativi e l'aumento dei posti a tempo pieno, mantenendo un giudizio positivo sulla qualità del personale.
Le esigenze delle famiglie cambiano e, secondo molti genitori, anche l'organizzazione dei nidi comunali deve evolversi.
Da questa convinzione nasce una lettera indirizzata al sindaco di Teramo, all'assessore al Personale, Comunità Educante e Servizi relativi al Diritto allo Studio e alla coordinatrice dei nidi d'infanzia comunali, con la quale viene chiesta una revisione dell'attuale sistema di assegnazione dei posti a tempo pieno.
L'iniziativa, promossa dal presidente del Consiglio di Nido "Pinocchio – Anna Ferrante" e condivisa da numerosi genitori, punta l'attenzione sulla necessità di adeguare il servizio alle mutate condizioni economiche e sociali.
Secondo i firmatari, la crescente presenza di nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano rende indispensabile un'offerta più ampia di servizi educativi con orario prolungato, in linea con gli indirizzi nazionali ed europei che promuovono la conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
Tra gli aspetti evidenziati c'è il bando per l'anno educativo 2026-2027. Nel nido "Pinocchio", a fronte di 48 posti disponibili, soltanto 12 sono destinati al tempo pieno: sei per i lattanti, tre per il gruppo dei medi e tre per quello dei grandi. Una distribuzione che, pur riconoscendo l'esigenza di garantire particolare attenzione ai bambini più piccoli, viene ritenuta non più adeguata alle necessità delle famiglie con figli oltre i dodici mesi.
Nella lettera vengono avanzate anche alcune proposte operative, tra cui una diversa organizzazione del riposo pomeridiano con turnazioni differenziate, la revisione dei criteri di assegnazione dei posti a tempo pieno e una riorganizzazione degli spazi e delle modalità di gestione per consentire l'accoglienza di un numero maggiore di bambini nelle ore pomeridiane.
I genitori sottolineano inoltre che il nido rappresenta non solo un servizio educativo, ma anche uno strumento essenziale di welfare, capace di favorire l'occupazione e sostenere la natalità. Allo stesso tempo evidenziano come, per molte famiglie, il ricorso ai nonni o a baby-sitter sia diventato sempre meno praticabile, sia per ragioni economiche sia per i cambiamenti intervenuti nella struttura sociale.Pur chiedendo una revisione dell'organizzazione, i firmatari rivolgono parole di apprezzamento al personale dei nidi comunali, ringraziando educatrici, collaboratrici e addetti alla cucina per la professionalità e l'impegno quotidiano.
L'auspicio è ora che l'Amministrazione comunale accolga l'invito ad avviare un confronto con le famiglie, con l'obiettivo di individuare soluzioni organizzative capaci di rispondere alle nuove esigenze della comunità e di rafforzare un servizio considerato strategico per il futuro della città.