Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. È scattata all’alba l’operazione della Polizia di Stato di Padova contro una rete criminale dedita a truffe ed estorsioni ai danni di anziani, basate sulle ormai note tecniche del finto maresciallo e del finto avvocato. Su richiesta della Procura euganea, il gip del Tribunale di Padova ha emesso undici misure cautelari, eseguite dalla Squadra Mobile.
Il blitz tra Padova e Napoli: in campo cento agenti
Alle quattro del mattino un centinaio di agenti ha dato il via al blitz, che ha coinvolto la Questura di Padova e la Squadra Mobile di Napoli. Le operazioni si sono concentrate nel capoluogo campano e in altre località della regione, dove risiedevano i componenti del gruppo criminale.
Il vertice della banda e le misure adottate
Secondo gli investigatori, a guidare l’organizzazione era un 32enne pluripregiudicato, vicino a un noto clan camorristico del rione Forcella e già colpito da provvedimenti per associazione mafiosa, reati contro il patrimonio, droga e tentato omicidio. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Tra gli arrestati figura anche una 22enne, mentre gli altri nove indagati – tutti campani – saranno sottoposti a misure alternative come l’obbligo di dimora. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata a una serie indeterminata di truffe ed estorsioni verso persone anziane e fragili.
Gli episodi ricostruiti: colpi in tutto il Centro-Nord, anche a Teramo
Le indagini hanno permesso di accertare almeno 15 episodi avvenuti tra Nord e Centro Italia: due a Padova, Venezia, Como, Bolzano e Teramo; uno a Verona, Trento, Cuneo, Modena e Ascoli Piceno. La Polizia ha recuperato e restituito alle vittime refurtiva per oltre 400mila euro, tra contanti, gioielli e preziosi.
Un fenomeno in crescita: i numeri della provincia di Padova
La Questura evidenzia come il fenomeno sia in continua espansione: nella sola provincia di Padova, nel 2025, sono state denunciate 671 truffe agli anziani, di cui 258 nel capoluogo. Il giro d’affari illecito stimato si aggira attorno ai 5 milioni di euro.