Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Un allarme che rompe il silenzio della notte e che, secondo le testimonianze dei residenti, sarebbe ormai diventato una presenza ricorrente e insopportabile nel quartiere Cona di Teramo.
L’ultima segnalazione arriva dalla notte appena trascorsa: il dispositivo sarebbe entrato in funzione intorno all’1.40 e nuovamente alle 1.42, svegliando ancora una volta numerose famiglie.
«Il quartiere è esasperato», raccontano alcuni cittadini, che lamentano episodi a tutte le ore del giorno e della notte e chiedono che sulla vicenda venga finalmente trovata una soluzione definitiva.
Allarme alla Cona: i cittadini valutano un esposto alle autorità
Tra i residenti sta maturando anche l’ipotesi di rivolgersi formalmente alle autorità competenti per verificare se sussistano gli estremi del disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.
Un cittadino sottolinea come, a suo giudizio, il rumore non interesserebbe soltanto poche abitazioni ma avrebbe una capacità di propagazione tale da coinvolgere una parte consistente del quartiere. Un elemento che, secondo quanto viene sostenuto, meriterebbe una valutazione approfondita sotto il profilo giuridico.
Naturalmente sarà eventualmente l’autorità competente a stabilire se gli episodi segnalati possano integrare un illecito e quale sia la corretta procedura da seguire.
Il caso delle autorizzazioni torna al centro delle polemiche
Nella protesta torna anche una questione già sollevata in passato: negli atti autorizzativi, sostengono alcuni residenti, la zona sarebbe stata descritta come non densamente abitata. Una rappresentazione che oggi viene duramente contestata da chi vive quotidianamente alla Cona.
«Vogliamo solo dormire»: cresce il malcontento nel quartiere
Il punto, però, ormai va oltre carte, autorizzazioni e interpretazioni tecniche.
Ci sono persone che chiedono semplicemente di poter dormire senza essere svegliate nel cuore della notte da un allarme.
E dopo mesi di segnalazioni, telefonate e proteste, una parte del quartiere sembra non voler più percorrere soltanto la strada della mediazione: senza una soluzione concreta, il prossimo passo potrebbe essere quello di mettere tutto nero su bianco davanti alle autorità.