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La testimonianza

Teramo, il racconto di una 90enne che ci inchioda a riflettere: «Il mio calvario quotidiano solo per una panchina»

Non i soliti bivacchi, non l’ambulanza chiamata ancora una volta, non l’abuso di alcol e sostanze. Questa volta a raccontare il disagio del centro è una donna di 90 anni che chiede soltanto una panchina, un giornale e un po’ d’ombra prima della messa.

Le panchine ai giardini Marcozzi
Le panchine ai giardini Marcozzi
di Giancarlo Falconi
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TERAMO – Questa volta non vi racconteremo dell’ennesimo intervento di un’ambulanza ai giardini Marcozzi. Non vi racconteremo dell’abuso di sostanze stupefacenti e alcoliche che, tra segnalazioni e richieste di soccorso, rischia ormai di essere percepito come parte della normalità quotidiana. Non vi racconteremo neppure dei bivacchi, dei portici occupati e delle sedute spesso trasformate in luoghi di permanenza per ore. Questa volta vogliamo raccontarvi una telefonata.

La telefonata

Dall’altra parte della cornetta c’è una signora di 90 anni. La sua richiesta, in fondo, è semplicissima: poter arrivare la mattina presto ai giardini Marcozzi, prima della messa, trovare una panchina libera, sedersi con il giornale e godersi qualche minuto d’ombra prima che il caldo estivo diventi insopportabile. E invece, racconta, troppo spesso non ci riesce.

Il disagio quotidiano

«Siamo sole, io e Fede, la mia cagnetta di 14 anni. Lo stato di abbandono e di inciviltà in cui vedo la mia città mi provoca molto dispiacere».

Una testimonianza senza bandiere politiche

Poi la signora precisa un aspetto che per lei è importante. Non vuole trasformare la propria testimonianza in uno scontro politico. «Non è una questione politica. Io ho votato sempre a sinistra, ma le assicuro che non mi riconosco in questo stato di insicurezza e di menefreghismo verso noi fragili».

La richiesta di uno spazio pubblico per tutti

Parole che pesano proprio perché arrivano da chi non chiede repressione, slogan o polemiche. Chiede semplicemente che uno spazio pubblico torni a essere davvero di tutti: dei giovani, degli anziani, delle famiglie, di chi attraversa il centro e anche di chi desidera soltanto sedersi per leggere il giornale.

La domanda che resta sospesa

Poi arriva la domanda finale. «Avrò il diritto, a 90 anni, di pretendere educazione e civiltà urbana?».

Il significato del problema

Non servono grandi analisi per comprenderne il senso. Quando una donna di 90 anni arriva a chiedersi se abbia ancora il diritto di sentirsi tranquilla in un giardino della propria città, il problema non riguarda più soltanto una panchina occupata. Riguarda il significato stesso di spazio pubblico, convivenza e attenzione verso le persone più fragili. Chi risponde alla signora e a Fede?