Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Il cuore della città, di notte, continua a mostrare un volto che interroga istituzioni e cittadini. A pochi passi dal Duomo, tre persone hanno trascorso le ore notturne all’interno di sacchi a pelo. Un altro uomo ha invece dormito in piazza Sant’Agostino mentre la notte prima di Ferragosto sono stati occupati i giardini Marcozzi.
Non si tratta soltanto di immagini destinate a suscitare attenzione. Dietro quelle presenze possono esserci storie di fragilità e disagio sociale, ma resta inevitabile il tema della gestione e del controllo degli spazi pubblici nelle ore in cui il centro storico si svuota.
La settimana precedente erano stati segnalati anche diversi episodi di schiamazzi legati a situazioni di ubriachezza molesta. Circostanze che, va precisato, non risultano collegate alle persone trovate a dormire all’aperto.
Fenomeni diversi, quindi, ma capaci di riportare al centro del dibattito la stessa questione: quale strategia di prevenzione vuole mettere in campo Teramo per il centro storico e per i quartieri?
Il tema potrebbe diventare uno dei punti centrali del prossimo tavolo sulla sicurezza, con un coinvolgimento sempre più strutturale della Polizia Locale. Non soltanto viabilità e sanzioni, ma anche presidio urbano, prevenzione e conoscenza quotidiana delle zone più delicate della città.
Tra le soluzioni da valutare resta l’istituzione di una vera squadra antidegrado come promessa dall’assessore Ciapanna, accompagnata da una maggiore presenza degli agenti sul territorio e da un rafforzamento del modello dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere.
Perché la sicurezza non può cominciare quando squilla il telefono per una segnalazione. Deve iniziare prima, quando una piazza si svuota, quando una strada cambia volto e quando i primi segnali di degrado possono ancora essere intercettati. È lì che una città decide se limitarsi a rincorrere i problemi o provare davvero a prevenirli.