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Il caso

Teramo, forse un gruppo di giovanissimi dietro al raid della scuola devastata con la tempera

L'appello alle famiglie: "Se avete sospetti sui vostri figli approfondite. Se siete sicuri, presentatevi dai Carabinieri"

Le immagini della scuola vandalizzata
Le immagini della scuola vandalizzata
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. L'inchiesta sul raid vandalico che ha colpito la scuola primaria di Nepezzano e Piano d'Accio si stringe attorno a un gruppo di giovanissimi. È questa l'indiscrezione che emerge dalle attività investigative condotte dai Carabinieri, impegnati a ricostruire quanto accaduto all'interno dell'istituto.

Dopo essersi introdotti nell'edificio scolastico, gli autori avrebbero imbrattato pavimenti, pareti, banchi e persino la lavagna elettronica utilizzando colori a tempera. Un'azione che ha provocato danni alla struttura e reso necessari interventi di pulizia e ripristino prima della riapertura delle attività.

Le indagini proseguono senza sosta. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza e ogni altro elemento utile per identificare i responsabili. Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, per i giovani coinvolti si profilerebbero accuse pesanti, tra cui danneggiamento e violazione di domicilio, con conseguenze che potrebbero incidere sul loro percorso futuro.

In queste ore arriva anche un invito rivolto alle famiglie. Chi dovesse riconoscere eventuali responsabilità dei propri figli farebbe bene a non attendere l'esito delle indagini. Tracce di colore sulle mani, sulle scarpe o sugli indumenti potrebbero rappresentare particolari significativi. Presentarsi spontaneamente ai Carabinieri e collaborare al risarcimento dei danni sarebbe un gesto di responsabilità e consapevolezza, oltre a rappresentare un primo passo educativo di fronte a un episodio che non può essere liquidato come una semplice bravata.