Abruzzo Daily

Logo
Logo
Istruzione

Teramo, due anni senza il Delfico: quella comunità scolastica che ha saputo adattarsi

Il 3 ottobre 2024 la chiusura dello storico palazzo. Da allora studenti e personale hanno ricostruito altrove la propria quotidianità, mentre il centro della città ha perso uno dei suoi luoghi più vissuti

Teramo, due anni senza il Delfico: quella comunità scolastica che ha saputo adattarsi
di Redazione Teramo
2 MINUTI DI LETTURA

TERAMO. Sono passati due anni da quando le porte del Delfico si sono chiuse e la comunità scolastica ha dovuto lasciare, da un giorno all’altro, lo storico palazzo di piazza Dante.

Da allora Teramo ha imparato a convivere con un’assenza diventata parte del paesaggio urbano: niente studenti sui gradini, niente gruppi davanti all’ingresso, niente movimento continuo tra la scuola e le vie del centro. Un silenzio che, con il passare dei mesi, ha assunto il peso di qualcosa che manca non soltanto alla scuola, ma alla città intera.

Essere il Delfico lontano dal Delfico

Per studenti, docenti, educatori e personale questi due anni hanno significato soprattutto adattarsi. Cambiare spazi, tempi e abitudini, ricostruire una quotidianità altrove e imparare a convivere con una sistemazione nata come provvisoria e diventata progressivamente più lunga del previsto.

Eppure la comunità ha continuato a riconoscersi. È forse questo uno degli aspetti più forti lasciati da questi due anni: riuscire a restare il Delfico anche senza poter entrare nel Delfico.

Una scuola costretta a cambiare casa, ma non identità.

Il vuoto nel cuore della città

Piazza Dante, intanto, continua a fare i conti con quel palazzo chiuso. Perché il Delfico non è mai stato soltanto un edificio scolastico.

Dentro quelle mura sono passate generazioni di teramani, si sono intrecciati ricordi familiari e pezzi di storia cittadina. La sua presenza ha segnato per decenni la vita quotidiana del centro, trasformandolo in un punto di riferimento educativo ma anche umano e urbano.

Per questo la sua assenza continua a essere percepita ben oltre i confini della comunità scolastica. Riaprire il Delfico significherà restituire una sede agli studenti, ma anche riportare vita in uno dei luoghi più riconoscibili di Teramo.

Gli ultimi passi verso il cantiere

Negli ultimi mesi il percorso ha registrato alcuni passaggi importanti. Ad agosto la Conferenza di servizi speciale ha approvato il progetto definitivo, per un quadro economico complessivo di circa 26,3 milioni di euro.

A settembre è stato poi comunicato che il progetto esecutivo era in fase di chiusura, con l’obiettivo dichiarato di arrivare all’apertura del cantiere entro la fine del 2026.

A due anni dal sequestro, dunque, il Delfico resta ancora sospeso tra ciò che è stato e ciò che dovrà tornare a essere.

L’anniversario di oggi misura soprattutto questo tempo: quello trascorso da quando la scuola ha lasciato piazza Dante e quello che ancora manca perché studenti e città possano tornare a riappropriarsi di un luogo che, anche chiuso, non ha mai smesso davvero di far parte di Teramo.