Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ancora rifiuti abbandonati a Teramo. Questa volta la segnalazione arriva dalla collina di fronte a via Provenzal, dove tra la vegetazione si notano buste, materiale laterizio, pneumatici e diverse grandi sacche di immondizia lasciate da giorni nell’area. Una situazione che riaccende l’attenzione sul fenomeno dell’abbandono incontrollato e sulle responsabilità di chi dovrebbe intervenire.
Le sanzioni
Prima di tutto, un promemoria: l’abbandono di rifiuti in Italia è punito severamente dalla legge. Per i privati cittadini si tratta di un reato penale, con ammende che vanno da 1.000 a 10.000 euro, cifra che può arrivare fino al doppio nel caso di rifiuti pericolosi.
Se l’abbandono avviene con l’utilizzo di un veicolo, oltre alla sanzione economica è prevista la sospensione della patente da 4 a 6 mesi. Anche i rifiuti di piccole dimensioni non sono esclusi dalle sanzioni:
· Mozziconi di sigaretta: multa da 60 a 300 euro;
· Scontrini, gomme da masticare, fazzoletti e altri rifiuti minuti: da 30 a 150 euro;
· Particolare attenzione va alle aree delle isole ecologiche: l’abbandono accanto ai cassonetti comporta una sanzione amministrativa da 1.000 a 3.000 euro, con possibile fermo del veicolo fino a un mese.
Le fototrappole rappresentano uno degli strumenti utilizzati per individuare i responsabili, ma resta la domanda dei residenti: chi deve intervenire per ripulire l’area e ripristinare il decoro? Tra competenze comunali e controlli ambientali, la collina di via Provenzal resta lì, con i rifiuti ancora visibili e l’ennesimo episodio che riapre il dibattito su controlli e prevenzione.