Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Tra le palazzine Ater chiuse dal 2016, destinate alla demolizione, continua a consumarsi un modus operandi sospetto. Nel complesso residenziale inagibile, dove alcuni occupanti non hanno mai lasciato gli edifici nonostante le ordinanze, si registrano movimenti anomali: c’è chi sale e scende dagli stabili per caricare auto e furgoni, chi invece nasconde armi nei pressi del cantiere della Chiesa di Colleatterrato, a Teramo.
Intorno alle palazzine, che dovrebbero essere recintate e videosorvegliate, regna il degrado. Con quali risorse vengono garantiti controllo e sicurezza? La realtà racconta tutt’altro: gli edifici abbandonati sono diventati rifugi di fortuna per chi non ha una casa, punti di riferimento per lo spaccio di droga, luoghi di prostituzione occasionale e riparo per chi è destinatario di decreti di espulsione o è attivamente ricercato.
La conferma arriva dall’ennesima segnalazione. Ieri sera (martedì 9 dicembre), intorno alle 22, una residente ha denunciato l’ingresso abusivo in una palazzina terremotata. L'auto dei sospetti è stata caricata con oggetti – presumibilmente anche materiale di cantiere – e poi allontanata senza difficoltà.
Il nodo centrale resta quello della sicurezza, mentre le numerose denunce presentate dall’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica continuano a rimanere, di fatto, solo carta su un tavolo.