Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Un intervento altamente innovativo eseguito all’ospedale Mazzini di Teramo ha permesso a una donna di 83 anni della Val Vibrata di superare una grave insufficienza della valvola tricuspide senza ricorrere alla cardiochirurgia tradizionale. La paziente, affetta da uno scompenso cardiaco avanzato e non candidabile a un’operazione convenzionale, è stata sottoposta all’impianto di una protesi valvolare biologica con una tecnica tra le prime applicate in Italia e la prima in Abruzzo.
La tecnica mini-invasiva
La procedura consiste nell’introdurre la protesi attraverso un catetere inserito dalla vena femorale fino al cuore, dove la valvola viene posizionata e rilasciata con il supporto di radiologia ed ecocardiografia avanzata. Un approccio che consente di trattare anche quei pazienti che, fino a pochi anni fa, potevano contare soltanto su terapie farmacologiche per alleviare i sintomi.
L’intervento, durato circa due ore, è stato eseguito dall’équipe di Emodinamica guidata da Franco De Remigis insieme a Gianluca Tomassoni e Francesco Paparoni, con il supporto dell’ecocardiografista Mario De Rosa e degli anestesisti Marco Cargoni e Stefano De Carlo.
Recupero rapido e dimissioni dopo pochi giorni
Il decorso è stato particolarmente favorevole. La paziente è rientrata in reparto vigile e collaborante, il giorno successivo era già in piedi ed è stata dimessa dopo pochi giorni grazie al lavoro dei cardiologi clinici, del personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari che l’hanno seguita fino al rientro a casa.
Il commento della Asl
«E’ questo un esempio concreto di come l’innovazione, su cui la nostra Asl punta molto, porti benefici diretti sulla vita delle persone. La Cardiologia dell’ospedale di Teramo ancora una volta conferma la sua posizione tra i primissimi centri italiani nel campo della terapia interventistica strutturale, pioniera per gli impianti di protesi biologiche aortiche (Tavi), innovativa e presente sul fronte delle novità tecnologiche per ciò che riguarda le valvole mitrale e tricuspide», commenta il direttore generale Maurizio Di Giosia