Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Una telefonata come tante, almeno in apparenza. Dall’altra parte della linea, una richiesta precisa: disporre un bonifico verso l’estero, destinato a un soggetto che – secondo quanto riferito dall’interlocutore – sarebbe risultato coinvolto in ambienti sospetti, forse legati ad ambienti terroristici o a una rete di truffatori. La conversazione è stata costruita con attenzione, arricchita da dati reali e da dettagli verosimili, proprio per rendere il racconto credibile e mettere pressione alla vittima.
Il tentativo di raggiro
La chiamata non si è limitata a una sola richiesta. Nel corso della conversazione sono entrati in scena più personaggi, tra cui anche un presunto agente, che ha invitato la donna a presentarsi in Questura e, nel frattempo, le ha chiesto alcuni dati riservati. Un copione studiato nei minimi dettagli, con l’obiettivo di confondere e convincere, sfruttando il timore e il senso di urgenza.
La reazione della donna
La signora di Teramo, però, non si è lasciata intimidire. Ha lasciato parlare i truffatori, ascoltando con calma tutte le richieste e seguendo il filo del racconto senza mai scoprirsi davvero. Con astuzia e sangue freddo, l’aprutina ha ribaltato la situazione, riuscendo a mettere in difficoltà gli interlocutori fino a costringerli a chiudere la conversazione.
L’intervento dei Carabinieri
L’episodio è stato subito segnalato alle Forze dell’Ordine. I Carabinieri hanno raccolto avviato gli accertamenti del caso, inserendo il tentativo di truffa nel quadro più ampio delle frodi telefoniche e telematiche che, negli ultimi anni, stanno colpendo sempre più cittadini.
Una truffa sempre più sofisticata
Quella del bonifico estero con richiesta di dati è una frode ormai ben conosciuta, spesso riconducibile a tecniche di phishing o di “business email compromise”. I truffatori fanno leva sull’ingegneria sociale, fingendosi rappresentanti di banche, enti pubblici come l’Agenzia delle Entrate o superiori in ambito lavorativo, per spingere la vittima a fornire informazioni sensibili o a trasferire denaro.
Le regole da ricordare
È bene ribadirlo: banche e istituzioni serie non chiedono mai dati personali, credenziali di accesso o codici di sicurezza completi tramite email, sms o telefonate. Qualsiasi richiesta di questo tipo deve far scattare immediatamente un campanello d’allarme.
L’importanza della prevenzione
La collaborazione con le Forze dell’Ordine resta fondamentale. Segnalare ogni tentativo di truffa non serve solo a tutelare se stessi, ma anche a evitare che cittadini meno informati o più vulnerabili possano cadere in queste trappole sempre più raffinate. In questo caso, l’astuzia di una donna ha evitato il peggio e acceso un faro su un fenomeno che continua a crescere.