Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

Reparti sempre più complessi ma con risorse insufficienti. È questo il quadro che emerge dalla survey regionale della Fadoi sulla Medicina Interna negli ospedali abruzzesi. Secondo i dati, il 73% dei pazienti ha più di 70 anni e presenta in media 3,75 patologie croniche, una condizione che richiede livelli assistenziali medio-alti o elevati nel 75% dei casi.
Carenza di personale e reparti saturi
Le criticità riguardano soprattutto il personale: la carenza stimata è del 18% tra i medici e del 30% tra gli infermieri. Sul fronte dei posti letto, la situazione è costantemente sotto pressione, con tassi di occupazione al 100% e fenomeni di overbooking nel 75% dei reparti.
Il nodo del pronto soccorso e dei ricoveri impropri
A incidere è anche il fenomeno del boarding nei pronto soccorso, giudicato almeno medio o grave nel 100% dei casi.
Secondo gli specialisti, circa un terzo dei ricoveri potrebbe essere evitato con una migliore assistenza territoriale, mentre il 25% dei posti letto è occupato impropriamente da pazienti non dimissibili per carenze nei servizi socio-assistenziali.
La richiesta: più risorse e nuova classificazione
Per gli internisti la soluzione passa da una riclassificazione delle Medicine Interne a medio-alta intensità di cura, per adeguare organizzazione e risorse alla reale complessità dei pazienti.
“Gestiamo sempre più pazienti instabili e terapie complesse – sottolinea Francesco Delle Monache, presidente regionale Fadoi – serve un riconoscimento concreto di questo cambiamento, anche perché in Abruzzo manca la Medicina d’urgenza, con un carico aggiuntivo sulle nostre strutture”.