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di Tommaso Silvi

SILVI. Una piazza per non dimenticare Giulio Alberto Pacchione. È questo il significato della cerimonia che si terrà domani, sabato 26 settembre, a Silvi, dove lo spazio pubblico già conosciuto come piazza Ideal, a ridosso di via Arrigo Rossi, sarà ufficialmente intitolato al giovane finanziere del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza morto il 16 agosto 2023 sul Piccolo Mangart di Coritenza, nelle Alpi Giulie. Una scelta con la quale la città vuole consegnare alla memoria collettiva il nome di uno dei suoi figli, scomparso a soli 28 anni durante un'attività ufficiale di addestramento.
Il programma predisposto dall'amministrazione comunale prevede l'inizio della cerimonia alle 11 con la Santa Messa celebrata dal parroco padre Graziano Lorusso e animata dalla Corale Padre Giovanni Lerario. La funzione sarà introdotta dal canto «La Vergine degli Angeli» di Giuseppe Verdi e si concluderà con «Signore delle Cime», uno dei brani più legati alla memoria degli uomini della montagna.
Al termine della celebrazione, intorno alle 11.50, autorità civili, religiose e militari, insieme ai genitori e ai familiari di Giulio Alberto Pacchione, raggiungeranno la targa preceduti dal gonfalone del Comune. Dopo l'esecuzione dell'Inno nazionale sarà il sindaco Andrea Scordella a scoprire la targa e a tenere una breve prolusione. Seguiranno gli interventi musicali della Corale Padre Giovanni Lerario, con «Va l'alpin sull'alte cime», «Sul cappello che noi portiamo» e «La Montanara».
Tra gli interventi previsti anche quello del comandante della Guardia di Finanza di Tarvisio, Lois Liberati, e quello della dottoressa Adima Lamborghini, madre di Giulio Alberto. La cerimonia ufficiale si concluderà con un rinfresco offerto dall'amministrazione comunale. Per la mattinata sono inoltre previste modifiche alla viabilità: dalle 8 alle 13 del 26 settembre sono indicati divieti di sosta e transito in piazza Ideal e in via A. Rossi.
Ma dietro quella targa c'è una storia che a Silvi è ancora profondamente presente. Giulio Alberto Pacchione era nato il 4 luglio 1995 ed era originario della provincia di Teramo. A Tarvisio aveva trovato la sua seconda casa, dopo aver seguito un percorso di formazione legato allo sci e alla montagna. Era diventato maestro di sci nel 2014 e aveva frequentato lo Ski College Bachmann. Successivamente aveva studiato Economia Aziendale all'Università di Trento, mentre la sua vita professionale lo aveva portato nella Guardia di Finanza, al Soccorso Alpino di Tarvisio.
La montagna, però, non era semplicemente il luogo del suo lavoro. Era una passione coltivata fin da ragazzo. Il Gran Sasso e in particolare i Prati di Tivo erano stati tra i luoghi nei quali aveva iniziato a sciare e ad allenarsi. Il padre Dario, medico e allora consigliere comunale a Silvi, e la madre Adima Lamborghini, pediatra, avevano visto crescere quel legame con le vette che negli anni sarebbe diventato parte integrante della sua vita.
Poi il 16 agosto 2023, sulle Alpi Giulie, quella stessa montagna che Giulio conosceva e amava è diventata teatro della tragedia. Pacchione e il collega Lorenzo Paroni, 30 anni, anche lui finanziere del Soccorso Alpino in servizio a Tarvisio e componente del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, stavano affrontando la via Piussi, una salita di sesto grado lungo il pilastro Nord del Mangart. Erano impegnati in un'attività ufficiale di addestramento.
I due non fecero ritorno in caserma. L'allarme scattò dopo il mancato rientro e i corpi furono individuati durante la notte alla base della parete. Le ricostruzioni dell'epoca riferirono che i due furono trovati ancora legati tra loro dal cordino di sosta. La Procura di Udine aprì un'inchiesta per fare luce sull'accaduto e furono effettuati accertamenti anche sulle attrezzature utilizzate dai due finanzieri.
La morte di Pacchione provocò un'ondata di cordoglio non soltanto a Silvi, ma anche nell'ambiente della Guardia di Finanza e del Soccorso Alpino. Il Dipartimento della Protezione Civile espresse pubblicamente le proprie condoglianze alle famiglie dei due soccorritori, ricordandone l'impegno e la dedizione.
A Silvi il dolore si tradusse immediatamente in una partecipazione collettiva. Il Comune proclamò il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Giulio Alberto, celebrati nella parrocchia della Santissima Maria Assunta.
Un anno dopo, a Tarvisio, la Guardia di Finanza aveva già dedicato un monumento alla memoria di Pacchione e Paroni, inaugurato nel piazzale antistante la Compagnia della Guardia di Finanza alla presenza dei familiari e dei vertici delle Fiamme Gialle.
Adesso arriva anche il riconoscimento della sua città. Una piazza porterà il suo nome e ogni giorno, passando da quello spazio, sarà possibile ricordare non soltanto il finanziere morto in servizio, ma soprattutto il giovane silvarolo che aveva scelto la montagna come professione, passione e modo di vivere.
Una targa, dunque, ma soprattutto un nome che torna a far parte della vita quotidiana di Silvi. Giulio Alberto Pacchione continuerà a vivere nel luogo da cui era partito e a cui, nonostante gli anni trascorsi a Tarvisio, era rimasto profondamente legato.