Abruzzo Daily

Logo
Logo
Formazione

Erasmus+, 37 giovani da sei Paesi europei trasformano il Borsacchio in un laboratorio internazionale

I ragazzi lavorano alla produzione di materiali educativi e informativi e partecipano alle attività di ripristino e gestione di alcune aree della Riserva che hanno subito danni

I ragazzi del progetto
I ragazzi del progetto
di Tito Di Persio
4 MINUTI DI LETTURA

ROSETO. Roseto degli Abruzzi si trasforma per dieci giorni in un laboratorio europeo dedicato ai giovani, all’ambiente e all’inclusione. Sono 37 ragazze e ragazzi arrivati da Italia, Portogallo, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Spagna e Bulgaria i protagonisti dello scambio giovanile internazionale Erasmus+ “Protected Areas: a playground for the inclusion of young people”, ospitato nella Riserva Naturale Regionale del Borsacchio.

Il progetto è iniziato il 20 settembre e rappresenta la decima tappa di un percorso pluriennale promosso da ARCI Chieti con il supporto dell’Istituto Abruzzese per le Aree Protette (IAAP). Un’esperienza che porta a Roseto giovani provenienti da realtà europee differenti, mettendoli a confronto attraverso un programma che unisce educazione ambientale, inclusione, sostenibilità ed economia circolare.

La Riserva del Borsacchio, in questo contesto, diventa molto più di una semplice location. È il luogo nel quale i partecipanti imparano, lavorano, si confrontano e sperimentano direttamente sul territorio. Un’aula a cielo aperto nella quale l’ambiente viene utilizzato come strumento di formazione e, allo stesso tempo, come occasione per costruire relazioni e nuove idee.

«Le aree protette rivestono un’importanza fondamentale – sottolinea Mario Serrao, presidente di ARCI Chieti – sia per la protezione del cosiddetto Capitale Naturale, ma anche per il benessere umano attraverso la fornitura dei Servizi Ecosistemici, che includono aspetti ambientali, sociali, economici, culturali e infrastrutturali».

Serrao richiama anche il particolare percorso sviluppato negli anni attorno al Borsacchio, dove associazioni, cittadini e giovani hanno contribuito alle attività di conoscenza e valorizzazione dell’area. Nel suo intervento cita in particolare il lavoro portato avanti dalle Guide del Borsacchio e fa riferimento anche al confronto che ha interessato recentemente l’estensione della Riserva.

Il programma dello scambio è costruito soprattutto attraverso l’educazione non formale, una metodologia che consente ai partecipanti di apprendere direttamente attraverso l’esperienza. In questi giorni i giovani sono impegnati in tre laboratori dedicati all’educazione ambientale, alla comunicazione social e alla manutenzione delle infrastrutture.

Non solo teoria, dunque, ma attività concrete sul territorio. I ragazzi lavorano alla produzione di materiali educativi e informativi e partecipano alle attività di ripristino e gestione di alcune aree della Riserva che hanno subito danni durante l’estate.

«I lavori sono incentrati sull’acquisizione di nuove competenze, abilità e metodologie – spiega Giorgio Micoli, coordinatore del progetto – attraverso un percorso educativo svolto a diretto contatto con la Riserva Naturale del Borsacchio e con l’associazione Guide del Borsacchio».

L’obiettivo, infatti, non è limitato ai dieci giorni trascorsi a Roseto. Una parte del progetto è dedicata proprio a capire come trasformare le competenze acquisite in nuove iniziative, sia nei territori di provenienza dei partecipanti sia attraverso future collaborazioni internazionali.

Il lavoro svolto in Abruzzo dovrebbe quindi rappresentare anche un punto di partenza per i progetti che saranno sviluppati nel 2027, creando una rete che possa continuare a coinvolgere giovani, associazioni e realtà impegnate nella tutela ambientale.

«Il patrimonio di conoscenza ed esperienze delle Riserve abruzzesi – evidenzia Andrea Natale, coordinatore dello IAAP – ha fatto sì che questo progetto non potesse non essere realizzato nella nostra Regione». E proprio le aree protette, aggiunge, possono diventare «un punto di partenza utile per capire cosa fare per uscire dalle crisi più forti e mettere in atto percorsi di Comunità».

Per la Riserva del Borsacchio si tratta inoltre del terzo anno consecutivo di collaborazione con ARCI Chieti nell’ambito di questo tipo di iniziative. Un’esperienza che, secondo Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, consente al territorio di confrontarsi ogni volta con energie, competenze e punti di vista differenti.

«Dieci giorni di impegno e condivisione – spiega Borgatti – grazie alla collaborazione con l’ARCI Chieti, che per il terzo anno ha visto la Riserva del Borsacchio beneficiare delle capacità e delle idee fresche e creative di ragazze e ragazzi europei».

La conclusione dello scambio sarà anche un momento aperto alla cittadinanza. Domenica 27 settembre, a partire dalle 17.45, al Lido Celommi di Roseto degli Abruzzi, i 37 partecipanti presenteranno il percorso realizzato durante la loro permanenza sul territorio, mostrando attività, materiali e risultati del progetto.

Un appuntamento che arriva al termine di dieci giornate nelle quali il Borsacchio è diventato un punto di incontro tra giovani di sei Paesi, associazioni e comunità locale. Una piccola esperienza europea costruita sulla tutela del territorio, ma soprattutto sulla possibilità per ragazze e ragazzi di conoscersi, lavorare insieme e trasformare un’area protetta in uno spazio concreto di partecipazione.  Il progetto è finanziato dal programma Erasmus+ con il supporto dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.