Economia
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di Redazione cronaca

Con l'avvicinarsi della legge di Bilancio 2027, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni continua a lavorare su alcune delle principali misure fiscali da inserire nella prossima manovra. Tra le priorità indicate dal Governo figurano una riduzione della pressione fiscale per i contribuenti con redditi medio-alti e un nuovo incentivo destinato ai lavoratori più giovani attraverso una tassazione agevolata sugli aumenti salariali. Restano però da sciogliere i nodi legati alle coperture economiche, soprattutto dopo i recenti segnali di rallentamento emersi dai dati macroeconomici. La scadenza per la presentazione della manovra al Parlamento si avvicina e il quadro definitivo potrebbe delinearsi soltanto con i prossimi aggiornamenti economici attesi nelle prossime settimane.
Irpef, verso l'allargamento dell'aliquota intermedia
Uno degli interventi più discussi riguarda la revisione degli scaglioni Irpef. Dopo aver concentrato gli sforzi negli ultimi anni sui redditi più bassi, il Governo guarda ora a una fascia di contribuenti che supera i 50mila euro annui. L'ipotesi allo studio prevede l'estensione dello scaglione oggi tassato al 33%, che attualmente comprende i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro. L'obiettivo sarebbe quello di portare il limite superiore fino a quota 60mila euro.
Attualmente il sistema prevede:
Se la modifica dovesse essere approvata, la quota di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro non sarebbe più tassata al 43%, ma al 33%. Il beneficio riguarderebbe circa un milione di contribuenti e potrebbe tradursi in un alleggerimento fiscale significativo. Anche chi supera la soglia dei 60mila euro vedrebbe un vantaggio economico, con un risparmio che potrebbe aggirarsi intorno al migliaio di euro all'anno. A confermare la direzione intrapresa dall'esecutivo è stato il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, che ha ribadito la volontà di riportare la fascia compresa tra 50mila e 60mila euro all'interno del secondo scaglione fiscale, compatibilmente con le risorse disponibili e con l'accordo della maggioranza.
Flat tax sugli aumenti di stipendio per i giovani
L'altra misura su cui il Governo continua a puntare riguarda i lavoratori under 35. L'idea è quella di introdurre una tassazione particolarmente ridotta sugli incrementi salariali riconosciuti ai giovani dipendenti. Nel modello allo studio, l'aumento di retribuzione potrebbe essere soggetto a un'imposta sostitutiva del 5%, decisamente inferiore rispetto all'ordinaria imposizione Irpef. In questo modo chi riceve uno scatto retributivo potrebbe trattenere una quota più elevata del proprio aumento in busta paga. L'iniziativa sarebbe accompagnata da incentivi destinati alle aziende che assumono o valorizzano professionalmente i giovani lavoratori. Restano tuttavia da definire numerosi aspetti tecnici, tra cui l'eventuale introduzione di soglie reddituali oltre le quali l'agevolazione non sarebbe più applicabile.
La partita delle coperture finanziarie
Come spesso accade quando si parla di riduzioni fiscali, la questione centrale resta quella delle risorse necessarie per finanziare gli interventi. Lo stesso viceministro Leo ha ricordato che qualsiasi misura dovrà fare i conti con la disponibilità effettiva di fondi. Un problema reso ancora più complesso dalle altre richieste che arrivano dai partiti della maggioranza. La Lega continua infatti a spingere sul fronte previdenziale, chiedendo l'introduzione della pensione anticipata a 64 anni e interventi per evitare il previsto incremento dell'età pensionabile. Proposte che richiederebbero ulteriori stanziamenti in una fase in cui il Governo è chiamato anche a mantenere sotto controllo i conti pubblici.
Equilibrio difficile tra riduzione delle tasse e conti pubblici
Sul fronte finanziario pesa inoltre l'obiettivo dichiarato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di accompagnare l'Italia fuori dalla procedura europea per deficit eccessivo nel corso del prossimo anno. Un traguardo che impone prudenza sul livello dell'indebitamento e limita gli spazi di manovra. Una linea che si confronta con le richieste di chi, come Matteo Salvini, ritiene necessario un intervento più espansivo sui conti pubblici per sostenere famiglie e imprese in un contesto internazionale ancora segnato dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze economiche. Nelle prossime settimane il confronto all'interno della maggioranza entrerà nel vivo. Solo allora sarà possibile capire quali misure fiscali riusciranno realmente a trovare spazio nella manovra 2027 e quali, invece, potrebbero essere rinviate o ridimensionate.