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Il caso

Ufficio Immigrazione, confermato il trasferimento in via Malaspina: residenti pronti alla protesta

La Questura lascerà viale Bovio per almeno un anno. I tempi dei lavori nella sede centrale potrebbero però allungarsi. Si pensa alla nascita di un comitato

Ufficio Immigrazione, confermato il trasferimento in via Malaspina: residenti pronti alla protesta
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La nostra indiscrezione trova conferma: l’Ufficio Immigrazione della Questura di Teramo lascerà viale Bovio e sarà trasferito in via Malaspina per almeno un anno.

Una sistemazione temporanea sulla carta, ma destinata con ogni probabilità a protrarsi più a lungo. I lavori necessari nella sede centrale della Questura richiederanno infatti tempi importanti e, secondo le previsioni più ottimistiche, il periodo inizialmente ipotizzato potrebbe addirittura raddoppiare.

Il nodo, però, non riguarda soltanto la durata del trasferimento.

Via Malaspina presenta caratteristiche urbanistiche che stanno alimentando una crescente preoccupazione tra i residenti. La strada è stretta, sostanzialmente chiusa a imbuto e dispone di pochissimi spazi per la sosta. Una conformazione che rischia di entrare in forte conflitto con il numero di persone che quotidianamente si rivolgono all’Ufficio Immigrazione.

L’esperienza di viale Bovio ha già mostrato alcune delle criticità legate alla gestione dei flussi: persone in attesa fin dalle ore notturne, permanenze prolungate all’esterno degli uffici e conseguenti problematiche di carattere igienico-sanitario e di vivibilità urbana.

La scelta della nuova sede sarebbe legata a una procedura ministeriale che, secondo quanto viene contestato dai residenti, non avrebbe valutato fino in fondo le caratteristiche della zona e le possibili conseguenze sulla viabilità e sulla vita quotidiana del quartiere.

La tensione, intanto, cresce. Alcuni cittadini starebbero valutando una protesta clamorosa e la costituzione di un vero e proprio comitato per chiedere chiarimenti sulla scelta di via Malaspina, sulla durata effettiva del trasferimento e soprattutto sulle misure previste per evitare che i problemi già registrati in viale Bovio vengano semplicemente spostati di qualche centinaio di metri.

A sorprendere meno, secondo diversi residenti, è invece il silenzio del comitato di quartiere, oggi inserito nella nuova organizzazione delle macroaree.

Il trasferimento appare ormai definito. Resta però una domanda che accompagnerà inevitabilmente le prossime settimane: una strada tanto stretta e priva di adeguati parcheggi è davvero in grado di sostenere quotidianamente il carico di utenti dell’Ufficio Immigrazione senza trasformare via Malaspina in un nuovo caso cittadino?