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Fa discutere

Sanità veterinaria, il caso Teramo: segnalazioni e criticità

Crescono i dubbi dei cittadini, preoccupati fra orari limitati, difficoltà di reperibilità e risposte mediche ritenute insufficienti

Sanità veterinaria, il caso Teramo: segnalazioni e criticità
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Nuove ombre si addensano sull’Ospedale Veterinario dell’Università di Teramo, una struttura che, secondo diverse segnalazioni, fatica a garantire un servizio sanitario adeguato, soprattutto nelle situazioni di emergenza.

Orari limitati, difficoltà di reperibilità e risposte mediche ritenute insufficienti stanno alimentando dubbi e preoccupazioni tra i cittadini. Resta inoltre aperta una domanda centrale: è ancora attiva una convenzione tra l’ospedale universitario e la Regione Abruzzo?

Cosa è successo

A rafforzare il quadro critico è la testimonianza di una cittadina, che racconta una serie di episodi vissuti negli ultimi mesi. Su quattro accessi alla struttura per urgenze veterinarie, tre si sarebbero conclusi con esiti insoddisfacenti.Nel primo caso, la proprietaria si è presentata con la propria cagnolina, in evidente stato di sofferenza. Secondo il racconto, non sarebbe stato effettuato alcun triage e il contatto sarebbe avvenuto esclusivamente con studentesse tirocinanti. La veterinaria di turno, riferisce, non si sarebbe mai presentata di persona, limitandosi a una valutazione indiretta e suggerendo di attendere il giorno successivo. Una scelta che si è rivelata rischiosa: il veterinario privato ha poi individuato un forasacco in profondità, con possibili conseguenze gravi.7

Il consulto telefonico

Un secondo episodio riguarda invece un consulto fornito solo telefonicamente, senza visita. In questo caso, l’urgenza era legata all’ingestione di un nocciolo di prugna da parte di un altro cane. L’assenza di intervento immediato ha costretto i proprietari a raggiungere Pescara durante la notte per evitare complicazioni più serie.Infine, l’episodio più recente, datato 26 marzo: la struttura sarebbe risultata chiusa, nonostante un cartello indicasse una riapertura prevista per gennaio. I recapiti telefonici non rispondevano e, di fronte a un animale in condizioni critiche, i proprietari si sono nuovamente rivolti a una clinica fuori città.

Una sequenza di segnalazioni che solleva interrogativi sulla gestione e sull’effettiva operatività di un presidio che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per il territorio. Le criticità evidenziate chiamano in causa non solo l’organizzazione interna, ma anche la necessità di garantire un servizio efficiente e continuativo, in linea con il ruolo sanitario che la struttura è chiamata a svolgere