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Politica

Roseto, Forza Italia, Lega e Udc smentiscono le crepe: «Siamo al tavolo a progettare»

La strada porta a un candidato sindaco unico, ma prima viene il progetto «Roseto 10.0.0.0»

Da sinistra Maristella Urbini e Anthony Romani
Da sinistra Maristella Urbini e Anthony Romani
di Tito Di Persio
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ROSETO. «Sappiamo bene con chi non stare. Con chi costruire il futuro di Roseto lo decideremo sulla base dei programmi, non delle convenienze politiche». Con una nota congiunta Forza Italia, Lega e Udc respingono le voci di una spaccatura nel tridente e rilanciano, con una buona dose di ironia, sul toto-sindaco e sul toto-alleanze che da settimane animano la città. «Nessuna spaccatura, nessun divorzio politico e nessuna crisi di coppia: il tridente Forza Italia-Lega-Udc è al lavoro, unito e in piena sintonia. A chi continua a cercare crepe rispondiamo con i fatti: noi siamo al tavolo a progettare». Sul quadro del centrodestra la nota non fa nomi e parla di una frattura determinata da altre forze politiche, che avrebbero imboccato una strada diversa sganciandosi dalla coalizione: «Ne prendiamo atto, senza polemiche e senza processi alle intenzioni. Ognuno è libero di fare le proprie scelte; noi abbiamo fatto le nostre e intendiamo portarle avanti con coerenza».

Il percorso, spiegano, parte da un progetto che si chiama «Roseto 10.0.0.0», da leggere «dieci punto zero, zero, zero». «Non è una password da custodire gelosamente, né un codice per addetti ai lavori: è la nostra idea di una Roseto che cambia passo». L’obiettivo è creare, nel quinquennio 2027-2032, le condizioni per attrarre nuovi residenti, far nascere e crescere attività imprenditoriali, aumentare l’occupazione e gli investimenti e migliorare la qualità della vita, in una città «nella quale sia bello vivere, conveniente investire e possibile costruire il proprio futuro». Il turismo dovrà essere uno dei principali motori, con una strategia che valorizzi il territorio tutto l’anno, sostenga commercio e artigianato, rilanci l’agricoltura e promuova le eccellenze locali a chilometro triplo zero. Le tre forze vogliono ascoltare operatori balneari e turistici, albergatori, imprenditori, costruttori, commercianti, artigiani, professionisti e produttori: «Le imprese non vivono di slogan, i posti di lavoro non nascono dai comunicati e gli investimenti non si attraggono con le pacche sulle spalle. Servono idee, servizi efficienti e una pubblica amministrazione che sappia essere alleata di chi produce». Quanto ai giovani, «non si trattengono con appelli a restare: si trattengono offrendo loro opportunità, lavoro e una città nella quale valga la pena costruire il proprio futuro». Tra le priorità anche la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione delle frazioni, la sicurezza, i servizi alle famiglie, la cultura, lo sport e il volontariato.

La novità più innovativa riguarda un Comune smart, con l’intelligenza artificiale al servizio delle persone. L’idea è progettare uno sportello digitale intelligente, accessibile 24 ore su 24, capace di fornire informazioni e assistenza, orientare cittadini e imprese tra uffici e procedure e semplificare i rapporti con l’amministrazione. «Quando un cittadino si rivolge al Comune, non sogna di fare il giro degli uffici, ripetere tre volte la stessa storia e tornare il giorno dopo con un altro documento. Vuole una risposta, possibilmente al primo tentativo. Non è fantascienza: è buona amministrazione». La tecnologia, aggiungono, non dovrà sostituire le persone ma aiutarle a lavorare meglio, eliminando passaggi inutili e riducendo i tempi della burocrazia. Il progetto sarà costruito con incontri e confronti con operatori economici, associazioni e cittadini: «Prima di proporre bisogna ascoltare; prima di promettere bisogna capire; prima di amministrare bisogna conoscere la città».

Sulle alleanze, la linea è dichiarata. Forza Italia, Lega e Udc sostengono di aver già dimostrato, con scelte precise, quali candidature non intendono sostenere e con quali progetti politici non è possibile condividere un percorso. L’ordine delle priorità è «prima il progetto, poi la squadra, quindi il candidato che quel progetto dovrà realizzarlo. Non il contrario». La prima alleanza, rispondono a chi chiede con chi si andrà, è quella con i cittadini di Roseto; le altre si costruiranno su idee, programmi, obiettivi concreti e garanzie reciproche. Il confronto resta aperto a tutte le forze civiche e politiche disponibili a contribuire a un autentico progetto di rilancio della città, ma senza rinunciare alla propria identità: sicurezza, libertà d’impresa, sostegno a chi crea lavoro, attenzione alle famiglie e tutela delle persone più fragili. «Si può lavorare insieme senza diventare tutti uguali. Si può costruire una coalizione senza cancellare le differenze. E si può sostenere un candidato sindaco senza consegnargli in bianco la propria identità politica, chiunque esso sia». La strada, dunque, è quella che porta a un candidato sindaco unico, individuato dopo il progetto e la squadra. Poi la chiusura, con lo slogan: «Più residenti, più turismo, più lavoro, più investimenti, più opportunità. Una città che cresce, un futuro che si costruisce insieme». E un’ultima stoccata alla politica degli annunci: la differenza tra fare politica e costruire il futuro «sta tutta qui: pensare alle prossime generazioni, non soltanto alle prossime elezioni».