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Teramo, studente vittima di bullismo salvato dal coraggio di un gruppo di ragazze: «Grazie per aver difeso mio figlio»

Il racconto commovente di una mamma: il figlio, studente delle scuole medie, avrebbe subito continue umiliazioni da parte di quattro ragazzi più grandi. L’intervento di alcune coetanee ha interrotto l’ennesimo episodio

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Ci sono ragazze che, senza indossare mantelli, diventano eroine. Ragazze capaci di fare quello che troppo spesso gli adulti non riescono a fare: intervenire, prendere posizione, difendere chi è più fragile. Questa storia arriva dalla provincia di Teramo e racconta il dolore silenzioso di un ragazzino delle scuole medie, ma soprattutto il coraggio di un gruppo di giovani che avrebbe deciso di non voltarsi dall'altra parte.

A scriverci è una mamma. Le sue parole sono quelle di una donna che ha scoperto quanto suo figlio stesse soffrendo senza riuscire a raccontarlo.

«Mio figlio è un ragazzo molto intelligente, con una straordinaria capacità di ragionamento. A scuola ottiene ottimi voti, ma è tremendamente timido. Non riesce a socializzare, non ha amici. È come se vivesse in un mondo tutto suo, quasi fosse un oggetto a sé stante».

Negli ultimi tempi, però, qualcosa sarebbe cambiato. Il ragazzo aveva cominciato a chiudersi ancora di più, fino a ridurre persino la quantità di cibo che mangiava. Secondo il racconto della donna, sarebbe stato vittima di ripetuti episodi di bullismo da parte di quattro ragazzi più grandi.

Umiliazioni, prepotenze, comportamenti che avrebbero trasformato le sue giornate in un incubo silenzioso. L'ultimo episodio raccontato dalla madre è particolarmente doloroso.

«Lo avevano costretto a pulire i caschi delle moto. Poi lo spintonavano, lo trattavano come se fosse un pallone, lanciandolo da una parte all'altra». Proprio in quel momento sarebbe accaduto qualcosa che il ragazzo, probabilmente, non dimenticherà facilmente.

Un gruppo di ragazze avrebbe assistito alla scena e sarebbe intervenuto per difenderlo. Non si sarebbero lasciate intimidire dai quattro giovani. Li avrebbero affrontati verbalmente, rimproverandoli duramente per il loro comportamento e mettendo fine a quella situazione umiliante.

Un gesto di coraggio, di solidarietà, di umanità. La madre ha voluto affidare alla nostra redazione un ringraziamento pubblico. «A quelle ragazze voglio dire grazie. Grazie da mamma. Grazie per aver difeso mio figlio quando lui non riusciva a difendersi. Mi auguro che possano diventare sue amiche, che continuino a stargli vicino e soprattutto che non perdano mai questa capacità di fare la differenza».

Il racconto, che al momento rappresenta la testimonianza della madre e non una ricostruzione verificata attraverso ulteriori riscontri, richiama l'attenzione su un problema che troppo spesso rimane nascosto dietro il silenzio di chi lo subisce. Ci auguriamo che la vicenda possa essere chiarita, che il ragazzo riceva tutto il sostegno necessario e che la comunità scolastica sappia accompagnarlo in un percorso di serenità e inclusione.

Questa volta, però, il finale appartiene a quelle ragazze.