Serie D
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di Giuliano De Matteis

ROSETO. La partita delle comunali della primavera 2027 a Roseto degli Abruzzi comincia ad assumere contorni più nitidi, e a muoversi per prima è l’area progressista. Il centrosinistra, dopo le divisioni e le difficoltà iniziali nel trovare una sintesi, starebbe lavorando per presentarsi unito, lasciandosi alle spalle il progetto originario di una coalizione senza simboli di partito, nella quale l’unica eccezione prevista era Azione. Era l’idea con cui il sindaco Mario Nugnes puntava a tenere insieme la propria maggioranza in vista della ricandidatura e dell’eventuale ballottaggio. Ora lo scenario sembra evolvere in un’altra direzione: i partiti vorrebbero tornare a contarsi con le proprie insegne.
Tra i possibili nomi per la candidatura a sindaco del centrosinistra spunta quello del presidente delle Guide del Borsacchio, Marco Borgatti. Un’ipotesi che riapre il confronto nell’area progressista e che si affianca alla candidatura di Rosaria Ciancaione, già in campo nel 2016 e nel 2021. L’obiettivo dichiarato dei diversi interlocutori sarebbe individuare un candidato unitario entro la fine di ottobre. Se l’intesa non dovesse arrivare, resterebbe sul tavolo la possibilità delle primarie, ma soltanto con il consenso dell’intera coalizione, per evitare nuove fratture. Su questo punto le posizioni non coincidono: il Movimento 5 Stelle non le ritiene necessarie, mentre Sinistra Italiana, con il segretario provinciale Ennio Chiavetta e la coordinatrice di Roseto Donatella Di Cesare, ha già rinunciato alle primarie dichiarandosi disponibile a tornare subito al tavolo per un nome unitario.
Sulla stessa linea di dialogo, ma con un’indicazione di metodo, si colloca Liberi Progressisti. La consigliera e coordinatrice Rosaria Ciancaione afferma: «La possibilità di trovare una sintesi su un soggetto di chiara cultura progressista, a prescindere dai nomi che girano, non è esclusa, lo abbiamo già detto, vediamo se il dialogo e gli incontri che si terranno potranno portare a questo risultato in un’ottica di ricostruzione di un csx progressista ma siamo fermamente convinti, come sta avvenendo a livello nazionale, che programma e scelta del candidato/a sindaco debbano essere affidati al nostro elettorato per una scelta partecipata».
Il tavolo è affollato. Devono trovare una sintesi il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, le realtà locali di Sinistra Italiana ed Europa Verde, Rifondazione comunista e le liste civiche progressiste: forze con storie e sensibilità differenti, chiamate a individuare una proposta comune per guidare la città. Se l’accordo dovesse concretizzarsi, si assisterebbe a un passaggio politico significativo, perché il centrosinistra proverebbe a presentarsi con una propria identità e con un candidato condiviso, uscendo dalla logica iniziale del contenitore civico. Resta da capire se il nome di Borgatti riuscirà a raccogliere le adesioni necessarie o se, alla fine, sarà Ciancaione a ottenere il via libera della coalizione.
Sul fronte opposto, anche la maggioranza che sostiene Nugnes non ha ancora completato il proprio percorso. Dopo l’intesa con Roseto Ora, riconducibile a Giovanni Proti e Marco Angelini, si guarda ai possibili sviluppi con Progetto Roseto, il gruppo dell’ex assessore Alessandro Recchiuti, che dopo l’ultimo incontro ha parlato di «comunione di intenti» e di un’intesa «sempre più probabile». In questo quadro si inserisce anche la possibilità di un coinvolgimento di Forza Italia, Udc e Lega, forze che non hanno aderito alla candidatura di Vanessa Quaranta e che, secondo lo scenario descritto, dovrebbero rinunciare ai rispettivi simboli per entrare nell’eventuale coalizione a sostegno del sindaco uscente. Per la Lega, però, la strada non sarebbe lineare: da una parte c’è chi spinge per un centrodestra unito con un candidato proprio, dall’altra chi avrebbe avuto contatti con la maggioranza, e il partito rischia di spaccarsi. Restano da chiarire anche le posizioni di Futuro Nazionale, che a Roseto fa riferimento all’ex assessore Mirco Vannucci, e di Nicola Petrini, consigliere comunale di Bella Roseto e il più votato alle precedenti elezioni con 459 preferenze, che sarebbe da sempre vicino a Siamo Roseto e alla consigliera Teresa Ginoble e che si trova in un periodo di riflessione. Sono tasselli ancora in movimento, che rendono prematuro considerare definita la composizione della coalizione del sindaco.
Il raggruppamento che appare oggi più delineato è quello di Vanessa Quaranta, sostenuta da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e dalle realtà civiche Siamo Roseto, Forza Roseto, Per Vanessa sindaco e Nuova Meta. In quest’area avanza anche Umberto Valentini di Fratelli d’Italia. Anche in questo caso, tuttavia, saranno gli sviluppi delle prossime settimane a confermare l’assetto definitivo.
La partita, dunque, è aperta su più fronti. Il centrosinistra cerca un nome capace di tenere insieme le sue diverse anime, l’area di Nugnes lavora per allargare il perimetro della maggioranza e Quaranta dispone già di uno schieramento riconoscibile. La domanda politica è inevitabile: il progetto iniziale di Nugnes, Pavone e Sottanelli, costruito attorno a un contenitore civico senza simboli e aperto a sensibilità differenti, riuscirà davvero a tenere insieme tutte le forze che si vorrebbero coinvolgere? Oppure le difficoltà incontrate nella costruzione dell’alleanza finiranno per ridisegnare gli equilibri in vista del voto? Per ora non ci sono verdetti e nessuna candidatura può considerarsi definitiva sulla base delle sole indiscrezioni. Ma una cosa è evidente: a Roseto la fase delle interlocuzioni sta entrando nel vivo e, con la scadenza di fine ottobre per la scelta del candidato del centrosinistra, le prossime settimane potrebbero sciogliere molte delle incognite ancora aperte.
La foto da sinistra a destra: Marco Borgatti, Rosaria Ciancaione e il Sindaco Mario Nugnes