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Sant’Atto, quindici anni dopo l’alluvione la paura è sempre la stessa: case e sottopasso ancora a rischio

Dopo la bomba d’acqua del 2011, i residenti denunciano anni di appelli e interventi insufficienti. L’ultimo episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza

Sant’Atto, quindici anni dopo l’alluvione la paura è sempre la stessa: case e sottopasso ancora a rischio
di Giancarlo Falconi
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SANT’ATTO (TERAMO) – Sono trascorsi quindici anni da quella bomba d’acqua del 2011 che trasformò strade, garage e abitazioni di Sant’Atto in un territorio invaso da acqua e fango. Quindici anni di ricordi, preoccupazioni, richieste di intervento e tentativi di proteggere le proprie case. Eppure, a ogni pioggia intensa, la paura torna a bussare alle porte dei residenti.

Ieri l’ennesimo episodio. 

Un automobilista è rimasto bloccato con la propria vettura nel sottopasso della frazione teramana, riuscendo fortunatamente ad abbandonare il mezzo senza conseguenze. Nel frattempo, una fiumana d’acqua ha lambito alcune abitazioni, riportando alla memoria quanto accaduto nel 2011.

La questione riguarda anche la sicurezza della circolazione. Un sottopasso che si riempie d’acqua può trasformarsi in una trappola per chi lo attraversa, come dimostra l'ultimo episodio, fortunatamente senza conseguenze per il conducente.

Quindici anni rappresentano un tempo sufficiente per passare dagli appelli alla prevenzione. Resta da chiarire quali interventi siano stati effettivamente realizzati, quali manutenzioni vengano programmate e quali opere siano ancora necessarie per mettere in sicurezza la zona.

Sant’Atto non può continuare a vivere con il timore che ogni temporale possa trasformarsi in un’emergenza. I residenti chiedono risposte concrete agli enti competenti, responsabilità definite e soprattutto una programmazione che non si esaurisca con il ritorno del sole.

Perché la pioggia è un fenomeno naturale. La prevenzione del rischio, invece, è una responsabilità che non può essere lasciata al caso.