Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Nella Riserva del Borsacchio sembrava finalmente riaccendersi un segnale positivo. Dopo mesi segnati da criticità ambientali, riduzione delle tutele e continui interventi di ripristino, una coppia di Fratini era tornata a frequentare l’area protetta. Un evento accolto con entusiasmo da volontari e ambientalisti impegnati da anni nella difesa dell’habitat costiero.
Il ritorno della specie protetta, simbolo della fauna dunale, rappresentava un piccolo ma significativo passo verso il recupero di un ecosistema messo a dura prova negli ultimi tempi. Solo grazie al monitoraggio costante, ai lavori di recupero e alla presenza quotidiana dei volontari era stato possibile ricreare condizioni minime di protezione lungo la spiaggia e tra le dune.
La situazione, però, ha subito una brusca battuta d’arresto. Nella notte successiva all’avvistamento dei Fratini, l’area della riserva è stata teatro di una festa con musica, falò e cani lasciati senza guinzaglio proprio nelle zone considerate più delicate sotto il profilo ambientale.
La vicenda è stata segnalata immediatamente al Numero Unico delle Emergenze e alle forze dell’ordine, nella speranza di un rapido intervento. Secondo quanto riferito, le pattuglie sarebbero state impegnate su altri servizi.
Dalla riserva non arrivano accuse verso chi desidera trascorrere una serata in spiaggia, ma viene ribadita la necessità di maggiore attenzione in un periodo estremamente sensibile per la fauna selvatica. Durante la nidificazione, infatti, anche disturbi apparentemente limitati possono compromettere la permanenza e la riproduzione delle specie protette.
Il dispiacere maggiore, spiegano i volontari, è legato al fatto che sarebbe bastato spostarsi di poco fuori dalle aree più sensibili per evitare qualsiasi conseguenza sull’ambiente, consentendo comunque di vivere la stessa serata senza arrecare danni alla riserva.
Resta ancora vivo il ricordo dell’incendio che nel 2025 aveva devastato parte della Riserva Borsacchio, lasciando segni profondi sull’habitat naturale. Da allora associazioni e cittadini hanno continuato a lavorare per restituire equilibrio e sicurezza a questo tratto di costa.
L’obiettivo, assicurano, resta uno soltanto: permettere alla natura di riprendersi i propri spazi e garantire un futuro alle specie che stanno lentamente tornando a popolare la riserva.