Turismo
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di Tito Di Persio

TERAMO. Una risonanza magnetica richiesta con una priorità di dieci giorni e un appuntamento fissato quasi tre anni dopo. È l’ennesima segnalazione sulle liste d’attesa della sanità teramana, con una distanza tra prescrizione e prenotazione che appare difficilmente conciliabile con il codice di priorità indicato dal medico.
La richiesta è stata presentata alla ASL di Teramo il 15 settembre 2026. L’esame prescritto è una risonanza magnetica, con o senza mezzo di contrasto. La priorità indicata prevedeva l’esecuzione entro dieci giorni.La data proposta, invece, è giugno 2029.
Un’attesa di circa due anni e nove mesi per una prestazione che, sulla carta, avrebbe dovuto trovare spazio nell’arco di pochi giorni. Il punto centrale non è soltanto la lunghezza della lista d’attesa, già di per sé significativa, ma il mancato rispetto della priorità assegnata alla prestazione.
Il codice di priorità serve proprio a distinguere gli esami differibili da quelli che, sulla base della valutazione clinica, devono essere effettuati in tempi più rapidi. Quando una richiesta da dieci giorni finisce nel calendario del 2029, la domanda diventa inevitabile: quale valore concreto conserva quella priorità?
La segnalazione si aggiunge alle tante già raccolte negli ultimi mesi nel Teramano e riporta al centro il tema della capacità del sistema sanitario pubblico di garantire non soltanto una prenotazione, ma una prenotazione coerente con i tempi indicati nella prescrizione.
Giugno 2029 non è semplicemente una data lontana. Per una risonanza prescritta con priorità a dieci giorni rappresenta una distanza temporale che necessita almeno di una spiegazione.
Resta da capire se il sistema di recall, eventuali disponibilità liberate o altri percorsi aziendali riusciranno ad anticipare l’esame. Nel frattempo, però, sul foglio della prenotazione rimane un dato difficile da ignorare: richiesta del 15 settembre 2026, priorità dieci giorni, appuntamento nel giugno 2029.