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Riserva del Borsacchio, la scoperta archeologica: l’acquedotto risale all’età repubblicana e rivela un passato millenario

La presenza di necropoli, castelli e insediamenti antichissimi testimonia un passato molto più articolato

La scoperta
La scoperta
di Giancarlo Falconi
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ROSETO. È arrivata la conferma ufficiale: l’antico acquedotto romano rinvenuto nel cuore della Riserva del Borsacchio risale all’età repubblicana–primo impero.

L'annuncio è stato dato dalle Guide del Borsacchio in un intervento pubblico sui social di riferimento. Le analisi condotte dalla Soprintendenza hanno inoltre messo in luce una vasta rete di reperti archeologici le cui origini risalgono fino al III secolo a.C.

Si tratta di un riscontro che rafforza quanto sostenuto da anni: l’area del Borsacchio è stata un crocevia di civiltà fin dall’età del bronzo. La presenza di necropoli, castelli e insediamenti antichissimi testimonia un passato molto più articolato e ricco di quanto finora immaginato.

Un ringraziamento è stato rivolto alla Soprintendenza e all’Università La Sapienza di Roma per la disponibilità e la collaborazione. Nel 2026 è previsto un grande incontro pubblico, aperto alle guide del Borsacchio e ai cittadini, per condividere con la comunità i risultati di queste scoperte. La storia del territorio riemerge così con nuova forza, confermandosi ancora oggi viva e presente.