Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

MAGLIANO – SANTO STEFANO. Quando una strada provinciale diventa così dissestata da convincere due imprese private a non percorrerla con i propri mezzi, il problema non è più soltanto quello delle buche. È una questione di sicurezza, collegamenti e isolamento di un territorio che da mesi chiede risposte.
Succede lungo la SP48, conosciuta localmente anche come SP48C, dove i residenti di Magliano e Santo Stefano denunciano condizioni sempre più critiche e una situazione che rischia ora di trasformarsi in un vero contenzioso istituzionale.
A far esplodere nuovamente la protesta è il caso di un cittadino che aveva programmato alcuni lavori all'interno della propria proprietà. Due ditte specializzate, secondo quanto riferito, avrebbero rinunciato all'intervento perché impossibilitate a raggiungere il sito in sicurezza con i mezzi da lavoro, proprio a causa delle condizioni della sede stradale.
Un episodio che per i residenti rappresenta la fotografia più evidente dello stato della provinciale e delle conseguenze che il dissesto sta producendo anche sulle attività private ed economiche della zona.
Sul tavolo resta poi la questione dei lavori che la Provincia di Teramo avrebbe già dichiarato di aver effettuato lungo il tratto. Una circostanza che ha spinto i cittadini a chiedere documenti e chiarimenti.
Lo scorso 23 luglio è stata infatti presentata una formale istanza di accesso agli atti per ottenere la documentazione tecnica e contabile relativa agli interventi indicati dall'ente. Secondo quanto denunciato dai promotori della protesta, i termini sarebbero trascorsi senza alcuna risposta.
Per questo è stata annunciata per il prossimo 1° settembre una richiesta di riesame al Difensore Civico della Regione Abruzzo, con l'obiettivo di ottenere le carte e verificare nel dettaglio quali interventi siano stati realmente eseguiti, dove e con quali risorse.
«La Provincia sostiene di aver fatto dei lavori, ma a Magliano nessuno li ha visti. Vogliamo conoscere gli atti e capire esattamente cosa sia stato realizzato», è la posizione del promotore della protesta.
C'è poi il capitolo del finanziamento regionale. La Provincia di Teramo avrebbe richiesto alla Regione Abruzzo 1,5 milioni di euro per il rifacimento strutturale della SP48C, ma le risorse, secondo quanto riferito, sarebbero ancora ferme.
La vicenda è stata quindi portata anche all'attenzione della segreteria del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e della Presidenza della Regione Abruzzo, con la richiesta di sbloccare i fondi e definire un cronoprogramma preciso per il biennio 2026-2027.
A Magliano e Santo Stefano, intanto, la pazienza sembra essere arrivata al limite. I cittadini non chiedono più promesse, ma atti, date e cantieri visibili.
Perché una provinciale che mette in difficoltà residenti e imprese non può restare sospesa tra finanziamenti annunciati, documenti non consegnati e interventi che sul territorio nessuno riesce a individuare.