Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. C’è una linea sottile che separa le grandi manifestazioni sportive dalla loro gestione opaca. A Teramo, quella linea sembra essersi spezzata. A distanza di mesi dall’ultima edizione della Coppa Interamnia, restano solo silenzi, fatture inevase e una città che fa i conti con promesse mai chiarite.
Già nell’estate del 2025, alla vigilia della 52ª edizione del torneo, qualche segnale d’allarme aveva iniziato a emergere. Durante un question time comunale, una domanda e un’interrogazione avevano lasciato intendere – sottovoce, quasi bisbigliando – la fine del comitato presieduto dal sindaco D’Alberto e il ritorno della gestione organizzativa nelle mani del patron Montauti. Da quel momento, però, il silenzio amministrativo è diventato assordante.
Come se Teramo e la sua manifestazione sportiva simbolo fossero improvvisamente due entità separate. Un’illusione difficile da sostenere, mentre il sito ufficiale annunciava date e programmi dal 7 al 13 luglio, lasciando tutto il resto sottotraccia. Le rassicurazioni si concentravano su un solo punto: la rapidità nei pagamenti e l’idea, data per acquisita, che il 2024 fosse ormai archiviato e che l’edizione successiva avrebbe visto addirittura un aumento delle squadre presenti in città.
Poi arriva gennaio 2026. E con esso, il vuoto. Nessuna risposta, nessun chiarimento. Tutti si sottraggono. A restare esposte sono le attività commerciali che avevano anticipato spese per vitto e servizi agli atleti, ritrovandosi senza rimborsi e senza interlocutori. Restano solo le fatture e una disperazione che cresce in una città dove qualcuno viene lasciato indietro. Dimenticato. I teramani, appunto.
A febbraio 2026 la situazione diventa ancora più concreta e dolorosa. Arriva la mail di un piccolo esercizio commerciale: “Quei soldi ci servono per respirare a fine mese”. Non è un caso isolato. C’è chi sta male, chi si sente defraudato. L’organizzazione, interpellata, risponde una sola volta, come se fosse una bottiglia affidata al mare: “Pagheremo a fine mese di febbraio”. Una data segnata, l’ennesima. Nel frattempo, dal Comune nessuna presa di posizione. Nessuna parola.
E così, mentre le scadenze passano e le risposte non arrivano, resta una domanda che nessuno sembra voler affrontare: chi si assume la responsabilità di ciò che è accaduto? Perché dietro le luci di un grande evento sportivo, oggi a Teramo restano ombre lunghe e conti che qualcuno, prima o poi, dovrà spiegare.