Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ai piedi del Gran Sasso, dove a marzo un tempo si sciava sotto un sole pieno con neve compatta e piste affollate, oggi resta il silenzio.
I Prati di Tivo, storica meta invernale dell’Abruzzo, si trovano ancora una volta a fare i conti con un’apertura rinviata e senza una data certa. Una situazione che, al di là delle promesse politiche e dei cambiamenti ai vertici, continua a ripetersi negli anni, lasciando il territorio in una condizione di stallo.
I rischi dei veicoli
Le recenti nevicate non sono bastate a cambiare il quadro. Al contrario, hanno riportato in auge abitudini improvvisate e fuori dalle regole: nel piazzale Amorocchi, durante la notte, alcune auto si sono trasformate in protagoniste di derapate su neve e ghiaccio, tra perdita di controllo e rischi evidenti, in assenza di un’offerta turistica strutturata e funzionante.
Gli operatori in attesa di risposta
A pagare il prezzo più alto sono, come sempre, gli operatori locali: gestori di attività, imprenditori e lavoratori che continuano a investire e resistere, nonostante le difficoltà. Un tessuto economico che non smette di credere nel rilancio della montagna, ma che attende risposte concrete.
Nel frattempo, tra piste vuote e occasioni mancate, resta l’amarezza per un potenziale ancora inespresso e per una stagione che rischia di scivolare via, ancora una volta, senza lasciare traccia.
