Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. A poco più di quattro mesi dal primo episodio, un secondo ordigno bellico è riemerso nell’area del Ponte Ancaranese, lungo il fiume Tronto. Il ritrovamento è avvenuto sulla sponda abruzzese durante i lavori seguiti dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche.
Ordigno più pericoloso
Il residuato, localizzato tra Castel di Lama e Ancarano, è apparso subito più insidioso del precedente perché dotato di spoletta ancora attiva, condizione che ne aumentava il rischio potenziale.
Bonifica e brillamento
Gli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori sono intervenuti nella mattinata, procedendo alla messa in sicurezza e al brillamento controllato. L’operazione si è conclusa in tempi rapidi, senza impatti significativi sul cronoprogramma del cantiere.
Il commento del Commissario
«Questo ponte è un collegamento nodale per Marche e Abruzzo», ha sottolineato il commissario straordinario Guido Castelli, ringraziando anche il prefetto Fabrizio Stelo e gli artificieri per la tempestività dell’intervento.
Memoria della guerra
Il nuovo episodio conferma come lungo il Tronto riaffiorino ancora residuati della Seconda Guerra Mondiale, legati alla ritirata tedesca. Grazie alla bonifica immediata, i lavori sul ponte proseguono regolarmente, senza rallentamenti rilevanti.