La riforma
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di Tito Di Persio

TERAMO. La presenza di un minore all’interno del carcere di Castrogno, a Teramo, accende l’attenzione del Coordinamento Codice Rosso, che chiede alle autorità competenti di fare piena luce sulla vicenda e di verificare con la massima urgenza il rispetto di tutte le norme e delle garanzie previste per la tutela dei minori.
L’associazione, attraverso la presidente Adele Di Rocco, invita gli organi preposti ad accertare le circostanze nelle quali il minore si sarebbe trovato all’interno della struttura penitenziaria, senza formulare giudizi preventivi e senza sostituirsi alle istituzioni chiamate a verificare quanto accaduto.
«Quando è coinvolto un minore non possiamo voltare lo sguardo dall’altra parte – dichiara Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso –. Non intendiamo emettere giudizi né sostituirci agli organi competenti, ma chiediamo con forza che venga fatta chiarezza. Ogni minore ha diritto a essere tutelato, ascoltato e protetto, soprattutto quando si trova in un contesto delicato come quello penitenziario».Il Coordinamento Codice Rosso ritiene quindi necessario che vengano coinvolti, per quanto di rispettiva competenza, l’amministrazione penitenziaria, le autorità preposte alla tutela dei minori e tutte le altre istituzioni interessate, così da poter effettuare gli opportuni accertamenti e verificare ogni aspetto della vicenda.
«La tutela dei minori non può conoscere silenzi o ritardi – aggiunge Di Rocco –. Chiediamo attenzione immediata, perché dietro ogni minore c’è una persona fragile che merita protezione e rispetto».
L’associazione annuncia infine che continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda, nel rispetto della riservatezza del minore e degli eventuali accertamenti che saranno disposti dalle autorità competenti.