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di Jacopo Forcella

TERAMO. La svolta nelle indagini sulla violenta lite familiare avvenuta venerdì sera a Castagna Bassa, nel comune di Castel Castagna, arriva dalla Procura della Repubblica di Teramo. Il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, ha iscritto nel registro degli indagati sia la zia di 55 anni sia il nipote di 22 anni, contestando però ai due differenti ipotesi di reato.
Alla donna viene contestato il reato di lesioni gravi per aver colpito il nipote con una coltellata al torace che gli ha perforato un polmone, sfiorando il cuore. Al giovane, invece, viene contestato il reato di lesioni personali per aver aggredito la zia, colpendola alla testa con un piatto di ceramica e provocandole una profonda ferita.
L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto che consentirà alla Procura di proseguire gli accertamenti e ricostruire con precisione quanto accaduto, valutando le responsabilità dei due protagonisti della vicenda.
Nel frattempo, migliorano le condizioni del 22enne, Elia F., ricoverato all'ospedale "Mazzini" di Teramo dopo il delicato intervento chirurgico al quale è stato sottoposto. I medici hanno sciolto la prognosi riservata e il giovane, che non è più in pericolo di vita, resta ricoverato nel reparto di Rianimazione sotto costante osservazione.
La sua testimonianza è ora considerata uno degli elementi più importanti dell'inchiesta. I carabinieri, infatti, hanno già raccolto le dichiarazioni della zia e degli anziani nonni, presenti durante i fatti, oltre a quelle di altri familiari ascoltati come persone informate sui fatti. Non appena le condizioni cliniche lo consentiranno, il 22enne sarà ascoltato dagli investigatori, così da poter confrontare la sua versione con quella già acquisita e chiarire i numerosi punti ancora oscuri della vicenda.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Teramo, proseguono senza sosta. I carabinieri hanno già depositato un primo rapporto informativo, ma restano ancora da chiarire le cause che hanno scatenato la lite avvenuta durante una cena nell'abitazione degli anziani nonni del giovane, genitori della donna, dove si è consumata la tragedia.
Secondo quanto ricostruito finora, il 22enne, che risiede ad Atri e si era recato a trovare i nonni, avrebbe colpito la zia con un piatto di ceramica, provocandole una profonda ferita alla testa. Da quel momento la situazione sarebbe degenerata rapidamente fino a quando la donna avrebbe afferrato un coltello, colpendo il nipote al torace.
Nel tentativo di fermare il violento scontro sarebbe intervenuto anche il nonno del ragazzo, un uomo di 87 anni e padre della 55enne, che cadendo avrebbe riportato la frattura del femore. Anche lui è stato ricoverato al "Mazzini". Durante quei momenti concitati, anche la nonna avrebbe cercato di bloccare il nipote colpendolo con il proprio bastone.
Nonostante la gravissima ferita, il giovane sarebbe riuscito a lasciare l'abitazione a bordo del proprio scooter. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, però, si è accasciato al suolo a causa della forte emorragia. A dare l'allarme è stata la stessa zia che, uscita in strada dopo l'aggressione, ha chiesto aiuto facendo intervenire i soccorritori del 118 e i carabinieri.
Nel corso degli accertamenti i militari dell'Arma hanno sequestrato diversi oggetti ritenuti utili alle indagini, tra cui il coltello utilizzato durante la colluttazione, recuperato nel giardino dell'abitazione dopo che la stessa donna ne aveva indicato il punto in cui lo aveva gettato.
Parallelamente, gli investigatori stanno approfondendo anche i rapporti tra i componenti della famiglia. Sono stati ascoltati diversi parenti per verificare se in passato vi fossero stati altri episodi di tensione o segnali di conflittualità con il giovane, che non vive a Castel Castagna ma si recava abitualmente a trovare i nonni. Al momento, tuttavia, non sarebbero emersi precedenti episodi di violenza tali da far presagire quanto accaduto.
L'inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e sarà soprattutto la testimonianza del 22enne, insieme agli esiti degli accertamenti tecnici e medico-legali, a consentire alla Procura di ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e stabilire se la coltellata sferrata dalla zia possa essere ricondotta a un gesto di legittima difesa oppure se emergano profili di responsabilità differenti.