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L'appumtamento

Teramo capitale dell’astrofisica: scienziati da tutto il mondo per misurare le distanze nell’Universo

Dal 20 al 23 luglio l’Hotel Sporting ospita il workshop internazionale “FAST-SBF”. Al centro dei lavori una tecnica sviluppata e perfezionata dalla Specola teramana per calcolare con estrema precisione la distanza delle galassie

Teramo capitale dell’astrofisica: scienziati da tutto il mondo per misurare le distanze nell’Universo
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Per quattro giorni Teramo diventa uno dei principali centri mondiali della ricerca astrofisica. Dal 20 al 23 luglio, circa 35 scienziati ed esperti di fama internazionale saranno riuniti all’Hotel Sporting per il workshop “FAST-SBF in Teramo: Measuring Fast, Efficient Galaxy Distances with Surface Brightness Fluctuations”, organizzato dall’INAF – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo.

Non si tratterà di un semplice convegno, ma di una vera e propria officina scientifica, con sessioni di calcolo, simulazioni numeriche, confronti operativi e tutorial dedicati alle nuove frontiere dell’osservazione dell’Universo.

Al centro dell’incontro ci sarà il metodo delle fluttuazioni di brillanza superficiale, noto con la sigla SBF, una tecnica particolarmente complessa nella quale l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo vanta una leadership riconosciuta a livello mondiale da oltre vent’anni.

Il metodo consente di misurare la distanza delle galassie massicce fino a oltre 600 milioni di anni luce, mantenendo un margine di errore inferiore al 5 per cento. In molti casi rappresenta inoltre l’unico strumento disponibile per determinare la distanza delle galassie più piccole.

La complessità dei calcoli ne ha finora limitato l’impiego su vasta scala. Lo scenario, però, sta rapidamente cambiando grazie ai telescopi di nuova generazione, sia terrestri sia spaziali, come Euclid, il James Webb Space Telescope, il Rubin Observatory e il futuro telescopio Roman.

Questi strumenti stanno producendo una quantità di dati senza precedenti. La nuova sfida per gli scienziati è quindi riuscire a calcolare, in maniera rapida e automatica, la distanza di decine di migliaia di galassie.

A guidare i lavori sarà il gruppo dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo composto da Rebecca Habas, Michele Cantiello, Gabriella Raimondo, Gabriele Riccio e Matteo Canzari. Il team collaborerà con gli storici partner statunitensi della Utah Valley University e del NOIRLab, in Arizona.

Nel corso del workshop sarà condivisa e perfezionata una nuova procedura di analisi automatizzata e ad alta velocità, sviluppata proprio a Teramo, con l’obiettivo di rendere il metodo SBF più rapido, efficiente e utilizzabile sulle enormi banche dati generate dai nuovi osservatori astronomici.

Il programma prevede anche un momento dedicato alla storia scientifica della città. Mercoledì sera i partecipanti raggiungeranno la sede di Collurania per una visita guidata esclusiva alla Specola e all’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo.

Teramo si conferma così protagonista della ricerca internazionale, non soltanto come luogo d’incontro tra scienziati provenienti da diversi Paesi, ma anche come laboratorio nel quale si sviluppano gli strumenti destinati a ridisegnare la mappa dell’Universo.