Calcio
Serie D. Notaresco, Moretti ad un passo. Il Teramo aspetta Diakité
di Jacopo Forcella

TERAMO. Trova un portafoglio contenente documenti personali e 1.400 euro in contanti e, senza esitazioni, si preoccupa di restituirlo seguendo il corretto iter per la riconsegna al legittimo proprietario.
Protagonista del gesto è un ragazzo teramano di 22 anni che, durante la propria attività lavorativa, si è imbattuto nel portafoglio smarrito. Una volta verificato il contenuto, il giovane non ha pensato di trattenere il denaro, ma si è immediatamente attivato affinché tutto potesse tornare nelle mani del proprietario.
Un comportamento che, in una società fondata sul rispetto delle regole e degli altri, dovrebbe rappresentare la normalità. Eppure l’episodio assume un significato ancora più importante davanti ai commenti di chi ha sottolineato, quasi con stupore, la presunta “mancanza di furbizia” del ventiduenne.
È proprio questa lettura distorta a rendere necessario raccontare la vicenda. Restituire ciò che non appartiene a sé non è ingenuità, ma educazione, onestà e senso civico. Valori che meritano di essere evidenziati e indicati come esempio, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
Il gesto viene quindi sottoposto alla sensibilità istituzionale del prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, affinché possa essere valutata una forma di riconoscimento pubblico nei confronti del giovane.
In un tempo in cui troppo spesso la scorrettezza viene scambiata per abilità e l’opportunismo per intelligenza, la scelta di questo ragazzo ricorda che l’onestà non è una debolezza. È una forma concreta di rispetto verso la comunità