Abruzzo Daily

Logo
Logo
Il caso

Il caso a Roseto: parcheggio disabili "blindato" con sedie e oggetti. La protesta dei residenti: "Così chi ne ha diritto resta senza posto"

L'episodio che ha fatto esplodere la protesta si sarebbe verificato proprio nelle ultime ore. Una donna con disabilità, residente in città, non avrebbe potuto utilizzare quel parcheggio

Il parcheggio occupato
Il parcheggio occupato
di Tito Di Persio
2 MINUTI DI LETTURA

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Un parcheggio riservato alle persone con disabilità trasformato, di fatto, in un posto auto ad uso esclusivo. È la situazione che, secondo quanto denunciato da alcuni residenti di via Garibaldi, si ripeterebbe quotidianamente nel centro di Roseto degli Abruzzi e che sta alimentando crescente malumore tra chi vive nella zona.

Al centro della vicenda c'è uno stallo riservato ai disabili, istituito anni fa per consentire la sosta alla madre invalida di un residente del palazzo di fronte. Dopo la scomparsa della donna, il parcheggio è rimasto regolarmente presente ma, secondo quanto riferiscono i residenti, verrebbe sistematicamente "presidiato" da un anziano che, attraverso sedie e altri oggetti posizionati sull'area di sosta, ne impedirebbe l'utilizzo da parte degli altri automobilisti.

Una pratica che, sempre secondo le segnalazioni raccolte, avrebbe trasformato uno spazio pubblico in un parcheggio di fatto riservato a una sola famiglia, nonostante si tratti di uno stallo che dovrebbe essere utilizzato da tutti i possessori del regolare contrassegno per persone con disabilità.

Il problema, spiegano i residenti, diventa ancora più evidente durante il periodo estivo. Con l'arrivo dei turisti e l'aumento del traffico, trovare un posto auto nelle vie del centro è sempre più complicato e spesso sono necessari lunghi giri prima di riuscire a parcheggiare.

L'episodio che ha fatto esplodere la protesta si sarebbe verificato proprio nelle ultime ore. Una donna con disabilità, residente in città, non avrebbe potuto utilizzare quel parcheggio perché occupato dagli oggetti lasciati sul posto. Non essendoci altri stalli disponibili nelle vicinanze e non potendo percorrere lunghe distanze a piedi a causa della propria condizione, sarebbe stata costretta a rinunciare e ad allontanarsi.

I residenti precisano di comprendere le difficoltà della famiglia dell'anziano, la cui moglie sarebbe anch'essa una persona con disabilità. Tuttavia sottolineano come uno stallo pubblico non possa essere considerato una pertinenza privata né essere sottratto all'utilizzo degli altri aventi diritto.

Per questo motivo chiedono che vengano effettuate le opportune verifiche e che sia ripristinato il corretto utilizzo del parcheggio, affinché uno spazio nato per garantire un diritto alle persone più fragili possa tornare ad essere realmente a disposizione di tutti coloro che ne hanno titolo, senza discriminazioni o utilizzi impropri.