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La protesta

Giustizia, sciopero di fonici, trascrittori e stenotipisti forensi: presidio regionale davanti al Tribunale di Teramo

Lavoratori in piazza contro precarietà e incertezze legate alla nuova gara del Ministero. La Filcams Cgil: “Senza di loro la giustizia è muta”

Giustizia, sciopero di fonici, trascrittori e stenotipisti forensi: presidio regionale davanti al Tribunale di Teramo
di Redazione Teramo
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TERAMO. Si è svolto questa mattina anche a Teramo lo sciopero nazionale dei fonici, trascrittori e stenotipisti forensi, figure professionali impegnate quotidianamente nella registrazione e trascrizione degli atti processuali.

Davanti al Tribunale del capoluogo si è tenuto il presidio regionale organizzato dalla Filcams Cgil per richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro di circa 1.500 addetti del settore in tutta Italia.

Le preoccupazioni per la nuova gara

Al centro della mobilitazione c’è la nuova gara d’appalto del Ministero della Giustizia, che dovrà affidare il servizio per i prossimi anni.

Secondo il sindacato, il nuovo affidamento rischia di riproporre le criticità emerse negli ultimi anni senza affrontare le conseguenze della riforma Cartabia e senza un confronto concreto con i lavoratori.

“Siamo a ridosso della nuova gara del Ministero della Giustizia – ha dichiarato il segretario generale della Filcams Cgil Teramo, Vincenzo Quaranta – senza che sia stato avviato un confronto serio e costruttivo sulle problematiche che da tempo denunciamo”.

“Lavoratori essenziali per il sistema giudiziario”

Quaranta ha ricordato il ruolo fondamentale svolto da queste professionalità all’interno dei procedimenti giudiziari.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che registrano e trascrivono gli atti processuali. Senza il loro contributo la giustizia sarebbe muta”, ha sottolineato, evidenziando come il Ministero non abbia partecipato all’incontro richiesto dopo la proclamazione dello stato di agitazione.

Cassa integrazione e richieste

Alla preoccupazione per il futuro si aggiunge anche il ricorso alla cassa integrazione, avviata da febbraio, che secondo il sindacato avrebbe aumentato il clima di incertezza tra gli addetti.

Tra le richieste avanzate durante la protesta figurano maggiori garanzie occupazionali, migliori condizioni di lavoro, percorsi di formazione professionale, tutela salariale e la possibilità di una stabilizzazione attraverso l’internalizzazione del servizio.

“Una vertenza che riguarda tutti”

Per la Filcams Cgil la questione non riguarda soltanto i lavoratori coinvolti, ma l’intero sistema giudiziario.

“È una vertenza che va avanti da anni e che oggi, con la nuova gara, ci pone di fronte a ulteriori incertezze. Pretendiamo risposte concrete su stabilità, occupazione e prospettive future. Non è una questione privata: il funzionamento della giustizia riguarda tutte e tutti”, ha concluso Quaranta.