Il caso
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di Redazione Teramo

TERAMO. Il lungo fiume di Teramo continua a trasformarsi in una zona franca dove degrado, bivacchi e consumo di alcol e sostanze stupefacenti convivono sotto gli occhi di tutti. Le segnalazioni si moltiplicano, così come le richieste di intervento rivolte alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ma per residenti e frequentatori dell’area la sensazione è quella di un problema lasciato crescere giorno dopo giorno senza una risposta concreta.
Negli ultimi mesi sono stati pubblicati articoli, fotografie e video che documentano la situazione lungo l’anello ciclopedonale cittadino. Scene che raccontano di persone che dormono all’aperto, consumano alcolici, accendono fornacelle improvvisate e occupano stabilmente spazi pubblici trasformandoli in vere e proprie aree di sosta permanenti. Tra biciclette elettriche utilizzate per continui spostamenti, giacigli di fortuna e strutture improvvisate cresciute nel tempo, quella che avrebbe dovuto essere una zona dedicata allo sport, al passeggio e alla socialità rischia di perdere completamente la propria funzione originaria.
A preoccupare i cittadini non è soltanto il degrado visibile, ma anche il senso di insicurezza che accompagna la frequentazione dell’area. Diverse persone hanno riferito di aver segnalato episodi e criticità ad assessori e forze dell’ordine senza ricevere riscontri concreti. In alcuni casi, chi documentava la situazione sarebbe stato persino insultato durante le riprese.
Particolarmente delicata anche la situazione nelle vicinanze del centro diurno della Asl, dove si registrano danni e vetri distrutti. Restano inoltre i timori legati alla sicurezza dei passanti, soprattutto per la presenza di grosse pietre pericolosamente in bilico sui davanzali e per un contesto urbano ritenuto sempre più difficile da controllare.
Il timore diffuso è che Teramo stia lentamente perdendo quella dimensione di micro sicurezza sociale che per anni ha rappresentato uno degli elementi distintivi della città. Una deriva che alimenta interrogativi e richieste di intervento immediato da parte di residenti e commercianti, mentre il lungo fiume continua a diventare simbolo di un disagio urbano che appare sempre più evidente.