L'incontro
Sisma, il sindaco di Teramo in udienza dal Papa insieme ai colleghi del cratere sismico 2016
di Redazione Teramo

GIULIANOVA. Ci sono viaggi che non hanno bisogno di biglietti, valigie o macchine del tempo. Basta una Tac, un fossile straordinario e la curiosità di chi continua a meravigliarsi davanti ai misteri della vita.
È accaduto a Giulianova, al Centro Medico D'Archivio, dove un paziente decisamente insolito, proveniente dal Nord del Marocco, è stato sottoposto a un esame diagnostico. Nessun battito cardiaco, nessun respiro, ma milioni di anni di storia racchiusi in un raro fossile di Mosasaurus, gigantesco rettile che aleggiava durante il Cretaceo superiore, prima della grande estinzione avvenuta circa 70-66 milioni di anni fa.
Ma la scienza, qualche volta, sa anche commuovere. Il dottor Claudio D'Archivio non ha nascosto la pelle d'oca, quella sensazione profondamente umana che nasce quando la tecnologia incontra qualcosa di immensamente più antico della nostra stessa esistenza.
Accanto a lui, Noemi Di Pietro e Alessandro Paterna, sintesi di due moderni paleontologi, impegnati a cercare, tra immagini e dettagli anatomici, le tracce di un mondo perduto e le risposte alle grandi domande sull'evoluzione della vita.
Un incontro straordinario tra medicina, paleontologia e passione, nel quale una sofisticata apparecchiatura diagnostica è diventata idealmente una macchina del tempo.
Perché dietro ogni fossile c'è una storia che attende di essere raccontata, dietro ogni scoperta una nuova domanda e dietro ogni emozione quella meravigliosa capacità dell'uomo di non smettere mai di cercare.
Il resto è la nostra storia. Quella di una vita che cambia forma, attraversa milioni di anni e continua, ancora oggi, a essere parte di noi.