Sisma
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di Redazione Chieti

CHIETI. Un fascicolo aperto dalla procura di Chieti per «morte come conseguenza di altro reato», un pm, Giancarlo Ciarni, che al momento procede senza indagati, e un compagno che sceglie di parlare in tv. È il quadro giudiziario del caso di Maria Ionescu, 66 anni, trovata impiccata con del filo di ferro a un ulivo in contrada Santa Cecilia, a Francavilla al Mare, nel Chietino.
Il compagno non è indagato
Vito Palagiano, ex agente di polizia penitenziaria, convivente della donna, non è indagato. Sentito per circa cinque ore il 16 ottobre dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Chieti, guidata da Francesco D’Antonio, ha aperto la porta della sua casa di Mottola, in provincia di Taranto, alle telecamere di "Dentro la notizia", il programma di Gianluigi Nuzzi su Canale 5: «Dove stavano gli oggetti rotti? Guardate».
Le domande della trasmissione
Davanti al giornalista Carmelo Abbate si difende: «Io sono il compagno della donna che è morta e sono il primo a voler sapere quello che è successo». Ma le domande sono serrate, e toccano i punti sui quali gli inquirenti potrebbero chiedere chiarimenti.
I dubbi sul viaggio
«Come mai hai detto agli inquirenti di essere stato a Rimini, quando invece eravate a Matera?». «Come mai hai detto che tornavate dal figlio di Maria, quando da lui non siete mai arrivati?». «Come mai Maria aveva in tasca 300 euro, in banconote da 50, se non lavorava? Perché non hai risposto a queste domande?».
Il taglio sul collo e gli strofinacci
Poi il taglio sul collo: prima avrebbe raccontato di essersi ferito con un ramo di ulivo, poi che sarebbe stata Maria ad accoltellarlo. E ancora: come avrebbe fatto la donna a percorrere a piedi più di due chilometri, se aveva problemi a camminare? E perché, durante il primo interrogatorio, avrebbe consegnato agli inquirenti degli strofinacci e, nel secondo, altri, dicendo che quelli del primo non erano i veri strofinacci usati per pulirsi dal sangue?
La replica di Palagiano
Palagiano respinge le ricostruzioni circolate nei giorni scorsi: «Hanno detto tante di quelle fesserie... Io sto malissimo. Sono dieci giorni che non mangio». Racconta di averla conosciuta tramite un’agenzia matrimoniale, «È stata una bella cosa», e la descrive cambiata: «Era depressa. La vedo strana».
I timori della donna
Convinta di essere minacciata, avrebbe ripetuto: «Sento degli incubi. Sento che mi vogliono fare del male».
La cronologia dei fatti
Ecco la cronologia ricostruita finora. Il 12 ottobre, secondo il racconto di Palagiano, la coppia parte da Mottola; il punto di arrivo, Rimini o Matera, è il nodo contestato dal giornalista. Mercoledì 14 ottobre, nella notte, i due si trovano sulla A14, nell’area di servizio Alento Ovest. Maria, secondo il compagno, dice di aver lasciato un foulard nell’autogrill e si allontana.
L’allarme e la denuncia di scomparsa
Palagiano dà l’allarme intorno alle 5 del mattino; circa tre ore dopo, quindi intorno alle 8, riprende la strada verso Mottola, dove presenta la denuncia di scomparsa. Le ricerche proseguono senza esito per tutto il mercoledì.
Il ritrovamento del corpo
Giovedì 15 ottobre, in mattinata, una residente che passeggia con il cane trova il corpo in una zona impervia.
Gli accertamenti
Il 16 ottobre Palagiano viene ascoltato in questura e poi lascia gli uffici senza essere indagato. Il cellulare della donna non è stato trovato. Gli accertamenti si concentrano sulle immagini di videosorveglianza e sul tragitto della coppia, mentre l’autopsia, affidata al medico legale Pietro Falco all’ospedale di Chieti, dovrà chiarire tempi, cause e circostanze del decesso.
Le ipotesi aperte
Spetterà agli inquirenti verificare ogni versione: l’inchiesta è aperta a carico di ignoti e gli investigatori mantengono aperta ogni ipotesi.