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L'incontro

Sisma, il sindaco di Teramo in udienza dal Papa insieme ai colleghi del cratere sismico 2016

Per l'occasione il primo cittadino ha donato al Santo Padre un leone stiloforo a nome dell'intera comunità

Uno scatto all'udienza con il pontefice
Uno scatto all'udienza con il pontefice
di Redazione Teramo
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TERAMO. Nella mattina odierna (31 ottobre) il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha partecipato, in Vaticano, all’udienza privata di Papa Leone con i sindaci del cratere sismico 2026.

Un momento particolarmente sentito, che arriva a pochi giorni dal decennale del sisma. Sisma che il 30 ottobre registrò la scossa più forte nel Paese dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, coinvolgendo Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, e che provocò danni ingenti nel Teramano e in particolare nel comune capoluogo.

«Incontrare Papa Leone, ancora di più nella ricorrenza dei dieci anni dal sisma, ha rappresentato per me e i miei colleghi una straordinaria emozione e un momento di grande significato – sottolinea il primo cittadino – in questi dieci anni i Sindaci, troppo spesso lasciati soli, sono stati il punto di riferimento delle proprie comunità e hanno portato avanti, con determinazione e senso di responsabilità, una battaglia quotidiana per costruire le condizioni di una vera ricostruzione: non soltanto materiale, ma anche sociale ed economica. Sindaci che non si sono mai arresi, che non hanno mai smesso di rappresentare le istanze dei propri cittadini e di chiedere attenzione, risposte e impegno concreto a tutti i livelli istituzionali, anche quando hanno dovuto confrontarsi con il loro silenzio, la loro inerzia, la loro incapacità. Oggi, nel lungo e ancora impegnativo cammino della rinascita, l'incontro con il Santo Padre rappresenta un momento di particolare intensità e ci consegna nuova forza e speranza per proseguire questo percorso«.

Per l’occasione, il sindaco ha donato al Santo Padre, a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità teramana, il leone stiloforo in ceramica realizzato dall’artista Marco Appicciafuoco.

«Un dono che racchiude un significato profondo e attraverso il quale ho inteso esprimere la gratitudine della nostra comunità per il costante richiamo del Santo Padre alla centralità della dignità umana e ai valori dell'accoglienza, della solidarietà e della fratellanza, fondamentali per costruire una convivenza autentica tra i popoli - conclude il sindaco - Un messaggio che Papa Leone ha ribadito anche durante la sua visita pastorale a Lampedusa, richiamando ciascuno di noi a una responsabilità condivisa di fronte al fenomeno delle migrazioni e ricordando il dovere di accogliere, proteggere, promuovere e integrare le persone migranti. Un richiamo che va ben oltre le appartenenze religiose e le differenze culturali o politiche. Perché siamo tutti parte di un'unica grande famiglia umana. In un tempo attraversato da guerre, violenze, indifferenza e da una crescente disumanizzazione dell'altro, il messaggio della Chiesa ci ricorda una verità fondamentale: la dignità della persona, la solidarietà e l'integrazione non sono valori divisivi, ma principi universali che devono unire le nostre comunità. È da questi valori, dal rispetto della persona e dalla capacità di riconoscere nell'altro un essere umano con la stessa dignità e gli stessi diritti, che dobbiamo continuare a costruire il nostro futuro».

La foto di gruppo con i sindaci