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Il caso

Giulia Di Sabatino: tra la sentenza per Totaro e la lotta per riaprire il caso

Il 5 marzo la decisione del Tribunale di Teramo sulle accuse di pedopornografia, mentre la famiglia chiede verità sulla morte avvenuta nel 2015

Giulia Di Sabatino
Giulia Di Sabatino
di Luca Di Renzo
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TERAMO. ​​Il nome di Giulia Di Sabatino, la diciannovenne di Tortoreto tragicamente scomparsa la notte del suo compleanno nel 2015, torna a scuotere le aule del Tribunale di Teramo.

A distanza di anni da quel drammatico 1 settembre, la vicenda giudiziaria si trova a un bivio decisivo che vede contrapposte la tesi del suicidio e la strenua battaglia della famiglia per far emergere una verità diversa.

Il processo

​Attualmente, l’attenzione è focalizzata sul processo che vede come unico imputato il trentacinquenne di Giulianova, Francesco Giuseppe Totaro, noto come Peppe. Il pubblico ministero, Laura Colica, ha formulato una richiesta di condanna a otto anni di reclusione con accuse pesantissime: induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Le tesi

Al centro del dibattimento ci sono alcune foto osé rinvenute nel cellulare dell’uomo, scatti che risalirebbero a quando la vittima era ancora minorenne e che hanno dato il via a questo filone d’inchiesta.

​Di contro, la difesa sostenuta dall'avvocato Gennaro Lettieri punta all'assoluzione piena, sostenendo che il fatto non sussista o non sia stato commesso dall'imputato. La strategia difensiva descrive il legame tra Totaro e Giulia Di Sabatino come una relazione sentimentale consensuale, cercando di depotenziare la gravità delle prove digitali raccolte dagli inquirenti.

I genitori

​Tuttavia, i genitori della ragazza, Luciano e Mary, costituitisi parti civili, non hanno mai accettato la sbrigativa archiviazione del caso come gesto volontario. Sullo sfondo della sentenza di primo grado prevista per il 5 marzo, si staglia infatti una nuova ed imminente istanza di riapertura del fascicolo relativo alla morte della giovane. L'obiettivo dei legali di famiglia è quello di contestare la tesi del suicidio dal cavalcavia della A14, portando nuovi elementi che possano finalmente far luce sulle ore precedenti alla caduta nel vuoto di Giulia Di Sabatino.