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Diritti

Giornata della disabilità, a Teramo il montascale rotto diventa simbolo di un Paese ancora pieno di barriere

Tra Peba inapplicati, strutture vandalizzate e istituzioni silenti, la battaglia per l’accessibilità resta lontana dalla vita reale delle persone con disabilità

Il montacarichi
Il montacarichi
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Il 3 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1992 con l’obiettivo di promuovere la piena inclusione, la tutela dei diritti e la valorizzazione della dignità delle persone con disabilità in ogni ambito della società.

 Il Peba come strumento democratico

Elemento centrale nella lotta alle barriere architettoniche è il Peba, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Si tratta di uno strumento di pianificazione adottato da Comuni ed enti locali per individuare e programmare gli interventi necessari alla rimozione degli ostacoli fisici negli spazi pubblici e in quelli privati aperti al pubblico. Il Peba rappresenta un vero e proprio Piano di Accessibilità Urbana, finalizzato a garantire a tutti la possibilità di muoversi in autonomia e sicurezza all’interno dell’ambiente urbano, indipendentemente dalla condizione fisica, sensoriale o anagrafica.

La distanza tra principi e realtà

Alla teoria si contrappone la quotidianità, segnata da buche stradali, montascale non funzionanti, parcheggi abusivi accanto agli scivoli e stalli riservati sistematicamente occupati da chi non ne ha diritto. Una situazione che rivela un problema culturale diffuso, esteso all’intero territorio nazionale.

Il caso di Teramo

Un esempio emblematico della mancanza di sensibilità amministrativa verso il mondo dei diversamente abili è rappresentato dal montascale di Villa Pavone, infrastruttura che collega due quartieri, Colleatterrato e Villa Pavone. Il dispositivo è stato quasi sempre non funzionante e risulta ora definitivamente fuori uso a causa di ripetuti atti vandalici. La domanda che emerge è inevitabile: quale soluzione si intende adottare? Perché costringere le persone con disabilità a utilizzare un tratto della statale 80 come asse viario, con tutti i rischi connessi a una strada ad alto scorrimento?

Il silenzio istituzionale

In occasione della giornata dedicata alla disabilità, resta da chiedersi chi assumerà un impegno  per riparare o sostituire il montascale. Il silenzio delle istituzioni, in questo contesto, si configura come un’ulteriore barriera architettonica: la più alta.