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Il caso

Gara ripristino post-incidente, nuova memoria all’Anac: contestati contratto anticipato, commissione e “vantaggio informativo”

L’integrazione depositata il 17 agosto all’Ufficio di Vigilanza Straordinaria amplia il dossier sulla concessione del Comune di Teramo. Nel mirino lo stand still, le 48 valutazioni identiche della commissione, la posizione dei RUP e una proposta presentata dlla società prima dell’avvio della gara. Chiesta all’ANAC una raccomandazione vincolante e l’annullamento in autotutela degli atti ritenuti viziati

Gara ripristino post-incidente, nuova memoria all’Anac: contestati contratto anticipato, commissione e “vantaggio informativo”
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Non si chiude, anzi si allarga, il fronte sulla gara del Comune di Teramo per la concessione del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza della viabilità dopo gli incidenti stradali.

Il 17 agosto è stata trasmessa all’Autorità Nazionale Anticorruzione, Ufficio di Vigilanza Straordinaria, una nuova e corposa memoria integrativa firmata da un rappresentante legale, responsabile territoriale di una società che ha partecipato alla procedura. Il documento integra la precedente segnalazione del 29 luglio 2026 e mette sul tavolo una lunga serie di nuovi elementi che, è bene sottolinearlo, rappresentano contestazioni del segnalante ancora da verificare e accertare nelle sedi competenti.

Uno dei passaggi più delicati riguarda il contratto Rep. 5873, che secondo la memoria sarebbe stato stipulato il 13 agosto 2026, nove giorni prima della scadenza del termine dilatorio indicato nel documento al 21 agosto e mentre sarebbero state ancora pendenti tre procedure di contestazione. La circostanza viene classificata nell’esposto come profilo di gravità «critica» e ricondotta dal segnalante alla presunta violazione dello stand still previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Altro capitolo riguarda la commissione giudicatrice.

La memoria punta in particolare su un dato: nelle 48 valutazioni discrezionali relative agli operatori economici e ai diversi sub-criteri, i coefficienti assegnati dai tre commissari risulterebbero identici in ogni singola valutazione. «Zero divergenze su 48», viene evidenziato nell’esposto. Il segnalante chiede quindi all’ANAC di acquisire le schede individuali per verificare se siano effettivamente esistite valutazioni autonome prima della determinazione collegiale dei punteggi.

Nella memoria viene inoltre riproposto il tema della posizione del Commissario Capo Superiore. Secondo il segnalante, alcuni degli atti fondamentali della procedura sarebbero stati sottoscritti dallo stesso esercitando competenze dirigenziali che, dopo la riorganizzazione del Comune, non gli sarebbero più appartenute. Viene contestato anche il fatto che abbia successivamente partecipato alla stessa commissione giudicatrice dopo aver contribuito alla predisposizione degli atti di gara.

 

Ma tra gli elementi nuovi uno dei più significativi riguarda la società poi risultata aggiudicataria.

Secondo la documentazione richiamata nella memoria, il 23 giugno 2025, cioè 47 giorni prima della determina di indizione della gara del 9 agosto, la società avrebbe presentato al Comune di Teramo una proposta tecnico-commerciale relativa alla manutenzione stradale, pronta reperibilità, sorveglianza e monitoraggio. Il bando, inoltre, sarebbe stato pubblicato 161 giorni dopo quella prima proposta. Sono valutazioni che dovranno naturalmente essere sottoposte al vaglio dell’ANAC e rispetto alle quali, allo stato, non vi è alcun accertamento definitivo.

Nel dossier entrano anche questioni che vanno oltre la singola gara.

La memoria richiama infatti i conti del Comune di Teramo, i debiti fuori bilancio, le misure del Piano anticorruzione e la pubblicazione dei referti della Corte dei Conti. In particolare si chiede all’ANAC di acquisire i referti della Sezione regionale di controllo relativi ai rendiconti 2023 e 2024 e di verificare se siano stati portati a conoscenza del Consiglio comunale e pubblicati nella sezione Amministrazione Trasparente.

L’integrazione contiene infine una serie di richieste istruttorie precise: acquisizione delle eventuali autorizzazioni relative agli incarichi, registri delle presenze, mandati di pagamento dei commissari, schede individuali delle 48 valutazioni tecniche, fatture del precedente concessionario e provvedimenti.

Il punto di arrivo dell’esposto è ancora più netto.

Il segnalante rinnova infatti la richiesta all’Autorità Nazionale Anticorruzione di valutare una raccomandazione vincolante ai sensi dell’articolo 211 del Codice dei contratti, finalizzata, secondo quanto scritto nella memoria, all’annullamento in autotutela degli atti ritenuti viziati e al rinnovo della procedura.

Ora la parola passa all’ANAC.

Quarantasei pagine di memoria non rappresentano una sentenza e neppure un accertamento delle responsabilità. Rappresentano però un nuovo dossier documentale che aggiunge interrogativi a una gara già finita sotto più riflettori. Sarà l’Ufficio di Vigilanza Straordinaria a stabilire quali contestazioni abbiano fondamento e quali no. E soprattutto se, dietro quella concessione ormai diventata un caso amministrativo, vi siano irregolarità tali da imporre al Comune di Teramo di tornare sui propri passi.