Sanità
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di Giancarlo Falconi

TERAMO – Dall’ANAC e dal possibile ricorso al TAR fino alla Corte dei Conti. Si allarga ancora il fronte sulla gara del Comune di Teramo per il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità dopo gli incidenti stradali.
Questa volta sul tavolo c’è una denuncia di danno erariale indirizzata alla Procura regionale della Corte dei Conti per l’Abruzzo, datata 18 agosto 2026. L’oggetto dell’esposto è esplicito: la concessione del servizio di ripristino post-sinistro della viabilità con la contestazione di quelle che il denunciante definisce «plurime nullità degli atti fondanti» e di una presunta violazione dello stand still. Nell’atto viene chiesta alla magistratura contabile l’apertura urgente di un fascicolo e l’audizione del denunciante.
La procedura riguarda il servizio di ripristino post-incidente attraverso la pulizia della piattaforma stradale e il reintegro delle matrici ambientali eventualmente compromesse nel territorio comunale. L"importo indicato per la concessione è di circa 132 mila euro.
Secondo quanto riportato nella denuncia, la procedura era stata avviata con la determinazione dirigenziale n. 1674 del 9 agosto 2025 e si sarebbe conclusa con l’aggiudicazione definitiva disposta con determinazione del 17 luglio 2026.
È l’ennesimo capitolo di una vicenda che nelle ultime settimane aveva già superato i confini di Palazzo di Città. La società contestatrice aveva infatti concesso al Comune dieci giorni per procedere all’annullamento in autotutela della procedura. Scaduto l’ultimatum, erano stati annunciati diversi esposti all’ANAC e la preparazione di un ricorso davanti al TAR Abruzzo.
Al centro delle contestazioni resta anche il tema della legittimità degli atti amministrativi posti alla base della gara e, in particolare, della posizione e dei poteri esercitati dalla struttura della Polizia Locale. Sono questioni sulle quali, naturalmente, dovranno pronunciarsi gli organi competenti e che al momento rappresentano contestazioni formulate dal denunciante e non accertamenti di responsabilità.
Il passaggio alla Corte dei Conti, però, aggiunge un elemento nuovo e potenzialmente delicato: quello delle eventuali conseguenze economiche per l’Ente qualora venissero accertate irregolarità capaci di produrre un danno alle casse pubbliche.
Prima l’ANAC, poi il TAR annunciato, ora la magistratura contabile. La gara da 132 mila euro per il ripristino post-incidente rischia così di trasformarsi definitivamente in uno dei dossier amministrativi più delicati dell’estate teramana. E adesso la questione non è più soltanto capire se la procedura abbia rispettato tutte le regole: bisognerà verificare se qualcuno di quegli atti possa avere prodotto, o possa produrre, anche un danno erariale.