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di Tito Di Persio

TERAMO. Una gara pubblica destinata a garantire la sicurezza delle strade cittadine finisce al centro di una richiesta di annullamento in autotutela. È quella bandita dal Comune di Teramo per l'affidamento in concessione del servizio di ripristino post-incidente, comprensivo della pulizia della carreggiata e del recupero delle condizioni ambientali compromesse dopo i sinistri stradali.
Un operatore economico ha presentato un'istanza formale a Palazzo di Città chiedendo l'annullamento del bando e di tutti gli atti collegati o, in alternativa, la revoca della procedura. Contestualmente è stata richiesta la sospensione della gara fino alla conclusione degli accertamenti e l'accesso alla documentazione utilizzata dagli uffici comunali per determinare il valore economico della concessione.
Il nodo centrale riguarda proprio la quantificazione dell'appalto. Il Comune ha stimato il valore complessivo della concessione in 132.227,57 euro per quattro anni, con la possibilità di una proroga di sei mesi, pari a circa 29.384 euro all'anno.
Secondo il ricorrente, però, la valutazione economica sarebbe stata effettuata utilizzando un criterio che non rifletterebbe il reale volume d'affari del servizio. La stima, infatti, sarebbe stata costruita sulla media delle fatturazioni tra il 2022 e il 2025 senza considerare che le compagnie assicurative liquidano spesso i sinistri con tempi che possono protrarsi per molti mesi, se non per anni. Una circostanza che lascerebbe fuori dal conteggio numerosi interventi già eseguiti, fatturati o richiesti ma non ancora riscossi.
A sostegno della contestazione vengono richiamati anche i dati di alcuni fornitori locali che avrebbero lavorato per il concessionario uscente. Secondo la documentazione allegata, nel quadriennio 2022-2025 due soli fornitori avrebbero emesso fatture per complessivi 210.383 euro, al netto dell'Iva, pari a oltre 52.500 euro all'anno.
Una cifra che, secondo l'istanza, supera del 79% il valore annuo attribuito dal Comune all'intera concessione. Tra gli elementi richiamati figurano anche oltre 166 mila euro di lavori per il ripristino delle pertinenze stradali affidati a uno dei fornitori e 271 interventi di pronto intervento e pulizia eseguiti da un secondo operatore.
Tra gli episodi indicati come emblematici compare anche quello della passerella ciclopedonale sul torrente Vezzola, danneggiata nell'aprile 2025 dal transito di un furgone. Il computo metrico redatto nel settembre dello stesso anno avrebbe quantificato in 83.388,93 euro gli interventi necessari per il ripristino. Successivamente, dopo la trasmissione della documentazione e una delibera di Giunta, l'importo sarebbe stato confermato in circa 75 mila euro.
Secondo il ricorrente, un solo intervento avrebbe quindi un valore quasi triplo rispetto alla stima annuale dell'intera concessione e rappresenterebbe circa i due terzi dell'importo previsto per tutti i quattro anni e mezzo di affidamento. Nell'istanza si evidenzia inoltre che la passerella risulterebbe ancora chiusa al transito pedonale e che, a oltre un anno dal sinistro, i lavori non sarebbero stati eseguiti.
Per questo viene chiesto al Comune di acquisire informazioni sia dal concessionario uscente sia dalla compagnia assicurativa, verificando se il risarcimento sia stato definito o liquidato, quale importo sia stato eventualmente corrisposto e quale sia stata la destinazione delle somme.
Le contestazioni riguardano anche le garanzie economiche previste dal bando: 1.322 euro per la cauzione provvisoria e 6.611 euro per quella definitiva. Importi che, secondo l'operatore economico, non sarebbero proporzionati al valore degli interventi eseguiti su beni pubblici né ai possibili rischi derivanti da eventuali inadempimenti.
Infine viene chiesta piena trasparenza sul procedimento seguito dagli uffici comunali per determinare il valore della concessione, sulle fatture prese in esame e sulle verifiche effettuate in relazione ai dati del precedente gestore.
Adesso la vicenda passa nelle mani dell'amministrazione comunale, chiamata a valutare le contestazioni presentate, gli aspetti relativi agli atti adottati e la correttezza dell'iter amministrativo. Palazzo di Città dovrà decidere se confermare la gara, sospenderla o riaprire l'istruttoria economica. Una scelta destinata ad avere riflessi non solo sulla procedura di affidamento, ma anche sulla gestione di un servizio strategico per la sicurezza della viabilità e la tutela del patrimonio pubblico.
Giancarlo Falconi