Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO – Per chi vive ogni giorno una condizione di fragilità, anche una semplice convocazione può trasformarsi in un problema difficile da gestire. E quando alla disabilità si aggiungono tempi stretti, spostamenti da organizzare e pratiche che sembrano non arrivare mai a conclusione, la burocrazia rischia di diventare un ulteriore ostacolo.
È questo il quadro che emerge dalle segnalazioni arrivate alla nostra redazione da alcuni cittadini alle prese, a Teramo, con le procedure per il riconoscimento dell’invalidità e dei benefici collegati alla disabilità.
Il percorso prevede, in linea generale, il rilascio e la trasmissione telematica all’INPS del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore. Per le procedure nelle quali è ancora previsto l’abbinamento con la domanda amministrativa, il certificato ha una validità di 90 giorni. Successivamente si procede all’accertamento sanitario secondo le modalità previste dall’Istituto.
Le criticità segnalate riguarderebbero soprattutto la gestione concreta delle convocazioni e delle pratiche.
Uno dei problemi riferiti riguarda gli accompagnatori che, secondo alcune testimonianze, in determinate circostanze non potrebbero salire insieme alla persona convocata. Una questione tutt’altro che marginale se si considera che chi si presenta alla visita può avere difficoltà motorie, problemi di orientamento o una ridotta autonomia personale.
C’è poi il nodo dei tempi di preavviso. Alcuni utenti raccontano di aver ricevuto la convocazione il venerdì per una visita fissata già al lunedì successivo.
Un margine ridottissimo per chi deve chiedere un permesso dal lavoro, trovare qualcuno che possa accompagnarlo oppure organizzare trasporto e assistenza. Per una persona con limitazioni importanti, infatti, raggiungere una sede per una visita non equivale semplicemente a presentarsi a un appuntamento.
Ancora più delicata è la questione delle pratiche che, secondo quanto riferito alla nostra redazione, risulterebbero ferme da molto tempo e, in alcuni casi, addirittura da anni.
Si tratta naturalmente di situazioni che devono essere verificate singolarmente, ma il numero delle segnalazioni pone comunque un interrogativo sui tempi necessari per arrivare alla definizione delle richieste.
Un altro fronte riguarda il congedo straordinario per l’assistenza ai familiari con disabilità grave. La prestazione è prevista, in presenza dei requisiti, per i lavoratori dipendenti che assistono familiari riconosciuti in situazione di disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.
Ci sono figli che, non potendo più contare su strutture o altre forme di assistenza per i propri genitori, chiedono il congedo proprio per poterli seguire personalmente. Anche in questo caso vengono riferiti ritardi nella definizione delle domande o situazioni nelle quali il beneficio non sarebbe stato riconosciuto.
Non è possibile entrare nel merito delle singole posizioni, che possono dipendere dai requisiti posseduti, dalla documentazione prodotta e dalle diverse situazioni amministrative. Ma quando più cittadini descrivono problemi analoghi diventa necessario chiedere chiarezza.
Quali sono le modalità previste per l’accesso degli accompagnatori? Perché alcune convocazioni arriverebbero con appena pochi giorni di preavviso? Quante pratiche risultano ancora pendenti a Teramo e quali sono i tempi medi di definizione? E quanto bisogna attendere, mediamente, per una domanda di congedo straordinario?
Sono interrogativi che riguardano persone che spesso affrontano già quotidianamente malattie, disabilità e necessità assistenziali.
Proprio per questo sarebbe importante un chiarimento da parte dell’INPS di Teramo, con dati e indicazioni precise sulle procedure adottate. Perché dietro ogni fascicolo non c’è soltanto un numero di protocollo: c’è una persona che aspetta una risposta e una famiglia che deve organizzare la propria vita attorno a quell’attesa.