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L'emergenza

Dalla Sardegna all'Abruzzo, cresce l'allarme cavallette: operazioni al via nel Teramano

Negli ultimi anni una combinazione di fattori ha favorito una crescita incontrollata delle popolazioni di questi insetti

L'intervento
L'intervento
di Giancarlo Falconi
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Non si tratta di specie arrivate da altri Paesi o di fenomeni legati a migrazioni eccezionali. Le periodiche invasioni di cavallette che interessano diverse aree d'Italia sono provocate da insetti presenti da sempre sul territorio nazionale. Tra le specie maggiormente coinvolte figurano la Dociostaurus maroccanus, diffusa soprattutto in Sardegna, e la Calliptamus italicus, presente nelle aree prative della penisola.

Negli ultimi anni, tuttavia, una combinazione di fattori come gli inverni sempre più miti e l'abbandono di vaste aree agricole ha favorito una crescita incontrollata delle popolazioni di questi insetti, spingendo gli sciami verso terreni coltivati e persino all'interno dei centri abitati.

Le situazioni più critiche vengono segnalate in diverse regioni italiane. In Sardegna, la piana di Ottana e numerosi comuni della provincia di Nuoro, tra cui Orani, Bolotana, Sarule e Orotelli, fanno i conti con migliaia di ettari di pascoli ed erba medica danneggiati. In Emilia-Romagna, nove comuni del Forlivese-Cesenate, tra cui Cesena, Mercato Saraceno e Roncofreddo, hanno avviato una rete di collaborazione per contrastare il fenomeno, esteso anche alle province di Ferrara e Bologna. Nelle Marche, gli sciami interessano soprattutto le aree collinari e interne delle province di Pesaro-Urbino e Macerata.

Anche l'Abruzzo non è immune. Nel Teramano si registrano episodi localizzati ma particolarmente invasivi, come quello che ha interessato la frazione di Chiareto, dove le cavallette hanno occupato giardini, balconi e abitazioni creando notevoli disagi ai residenti.

Proprio a Chiareto, nella mattinata odierna (17 giugno), sono scattate le operazioni di disinfestazione coordinate dal vice commissario della polizia locale, Vincenzo Calvarese. Un intervento atteso dalla popolazione locale che punta a contenere un fenomeno sempre più frequente e che, complice il cambiamento delle condizioni climatiche e ambientali, rischia di ripresentarsi anche nei prossimi anni.