Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

PINETO. Le pinete della costa abruzzese sono sempre più minacciate dalla diffusione della cocciniglia tartarugata del pino, Toumeyella parvicornis. A lanciare l’allarme sono le associazioni ambientaliste Custodes Terrae ETS e Paliurus – natura, storia ed ecoturismo APS, che hanno formalmente chiesto alla Regione Abruzzo la dichiarazione dello stato di emergenza fitosanitaria regionale e la nomina di un Commissario straordinario.
La richiesta è stata indirizzata alla Regione, al presidente della Giunta regionale e all’Assessorato all’Ambiente e Territorio, oltre che alle Prefetture di Pescara e Teramo. Secondo le due associazioni, la diffusione del parassita sta assumendo una dimensione tale da non poter essere affrontata attraverso interventi isolati dei singoli Comuni.
Le pinete costiere, sottolineano Custodes Terrae e Paliurus, rappresentano infatti un patrimonio ambientale, paesaggistico e identitario, oltre ad avere una rilevanza economica e turistica. Il rischio, secondo le associazioni, è che le aree non ancora interessate dai trattamenti possano trasformarsi in veri e propri serbatoi di reinfestazione, favorendo la diffusione della cocciniglia nei territori circostanti.Nel documento inviato agli enti istituzionali viene evidenziata anche la frammentarietà degli interventi finora messi in campo. Procedure amministrative differenti, tempi non uniformi e, in alcuni casi, trattamenti avviati anche a distanza di mesi o anni dalle prime segnalazioni avrebbero reso più difficile un’azione efficace e coordinata. A questo si aggiunge, secondo le associazioni, la difficoltà di molti Comuni, soprattutto quelli di dimensioni più ridotte, a sostenere autonomamente i costi e gli aspetti tecnici di un’emergenza di questa portata.Per questo Custodes Terrae e Paliurus chiedono alla Regione un intervento complessivo. Tra le proposte figurano una gara unica e centralizzata per l’acquisto dei prodotti e delle terapie fitosanitarie, compresi trattamenti endoterapici, nutrizionali e di lotta biologica o integrata, e la predisposizione di un piano regionale di monitoraggio e contrasto, accompagnato dal censimento sistematico degli alberi colpiti.Le associazioni chiedono inoltre lo stanziamento di fondi regionali specificamente destinati all’emergenza, anche attraverso eventuali canali di finanziamento nazionali ed europei, e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga il Servizio Fitosanitario Regionale, gli enti locali, le associazioni ambientaliste e gli esperti del settore agronomico.
«Chiediamo alla Regione di intervenire con la massima urgenza, prima che il danno diventi irreversibile», dichiarano Clelia Delle Curti, presidente di Custodes Terrae ETS, e Francesco Verrocchio, presidente di Paliurus APS. Le due associazioni hanno infine manifestato la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e chiesto di essere ricevute dalla Regione Abruzzo per illustrare direttamente la situazione e le proposte avanzate.